16
Lug

Lino Cangemi, “Oltre la vetta” (FOTO)

«E adesso sono qui, seduto su una roccia, con la sigaretta accesa e i pensieri che vagano e si inseguono senza che io faccia nulla per fermarli. Lo fisso come se volessi sedurlo. Lui sa che nei prossimi giorni sono disposto a fare qualunque sacrificio e a sopportare il dolore più lancinante pur di contare, sotto i miei scarponi, uno dopo l’altro, gli ultimi dei suoi settemilacentotrentaquattro metri di altezza. Lui mi guarda e attende, serio e maestoso. Ho la sensazione che, silenziosamente, mi stia sfidando. La neve che lo ricopre, il vento che lo accarezza e il freddo che lo difende sono i suoi eterni alleati e sa di poter contare su di loro per dimostrare che la forza della natura può fermare anche la determinazione più ostinata. Poi una ventata di gelo mi scuote e decido di tornare in tenda. Mi alzo e gli volto le spalle, con riguardo e rispetto. Per un attimo mi pare di sentire la sua voce, la voce del Tilicho Peak, che mi dice di non fermarmi mai e di non rinunciare mai ai miei sogni, al desiderio di libertà e all’amore per la montagna. Allora mi giro, lo guardo e sorrido.”

In modo semplice e intuitivo. È così che voglio raccontare la mia passione per il verticale, per riuscire a trasmettere al lettore le diverse sfaccettature emozionali e manifestare i diversi spunti di riflessione che mi hanno scortato non solo durante le mie risalite, ma con puntualità anche prima e dopo. La mia passione per la montagna, per l’avventura e la scoperta che la appartengono, è nata da brevi e marginali esplorazioni, quelli della porta accanto, vestendo attrezzatura inadeguata, seguendo compagni più inesperti di me. Ma non ho mai nascosto di avere grandi aspirazioni e mosso dal desiderio di poter raggiungere qualcosa di “mio” ho cominciato a collezionare scomodi bivacchi e ripari di emergenza e continuo a sentire periodicamente un bisogno di tornare a loro. La montagna che vivo non è solo competizione, non è unicamente conquistare una vetta. E’ un senso di identità, una questione complessa, un sentimento per molti insignificante, che proverò, senza la pretesa di insegnare niente a nessuno, di rivelare attraverso il mio racconto. Ammetto chiaramente, che il coinvolgimento verso questa realtà, prima con obiettivi comodi e dopo con traguardi sempre più esaltanti, non può essere improvvisato e c’è un prezzo da pagare.

Occorrono sacrifici, abbattimenti mentali, gestione del rischio, rispetto delle regole, attitudine nel saper affrontare l’imprevisto. Molte delle persone che conosco fanno fatica a capire cosa mi spinge sul “tetto del mondo”, affrontare il freddo, la fatica e i pericoli, credono che io sia un folle alla ricerca di notorietà e di record personali. È difficile spiegare loro quanto terapeutico sia: impari con umiltà a gestire l’imbarazzo e i fallimenti, comprendi che i limiti sono soprattutto nella testa e la paura una spia di controllo. Anche la mia famiglia inizialmente, incapace di condividere pienamente il mio interesse ha fatto fatica ad accettare tali condizioni, ma con il tempo e una onesta dose di sensibilità, ha lasciato spazio al mio naturale cammino.

 

“Oltre la vetta” rivela un espressione personale del mio modo di affrontare la vita e ricorda quanto sia importante avere il coraggio di ammettere un errore e non temere di percorrere la via meno battuta.

di Lino Cangemi