29
Lug

L’arte dell’impagliatura delle sedie

Dell’arte e della perizia artigianale dedicate alla costruzione delle sedie abbiamo già detto (I seggiari), in Calabria la disponibilità di legname ed il profilo di alcune comunità ha consentito, nel corso dei secoli, di configurare vere e proprie filiere del legno. Uno degli elementi che caratterizza la costruzione delle sedie riguarda proprio la parte terminale e cioè la cosiddetta “seduta”; un elemento che attiva un’altra manualità, un’altra perizia artigiana. La tecnica è nota come impagliatura, si tratta di campo sufficientemente ampio e condizionato dal tipo di impaglio e dalla scelta del materiale.

Proviamo a passarne in rassegna i più significativi. La prima è l’impagliatura con vienna a mano o a macchina (si utilizza un pannello di trafilato di giunco già intrecciato, più difficile ovviamente quella a mano che prevede invece abilità nell’intreccio). Le tecniche più usate in Calabria e fortemente artigianali sono quelle dell’impagliatura con carice verde; è un’antica tecnica che rende particolarmente comoda la seduta e che va via via scomparendo a causa della meccanizzazione. Per realizzarla è necessaria la disponibilità del carice, erba palustre che ben si adatta alla lavorazione manuale. Poi c’è l’impagliatura, sempre a mano, con raffia naturale e cioè con un materiale molto resistente che viene ricavato dalle foglie di alcuni tipi di palme. Il cordone che si usa nell’impaglio è frutto della torsione e dell’unione dei fili di raffia.

Infine l’impagliatura a mano con cordone naturale, eseguita a mano con fili di erba palustre e con il risultato di un disegno a quadri. Queste tecniche a mano resistono e possono essere ammirate li dove è ancora viva la filiera del legno destinata a alle sedie, accanto ai processi meccanizzati resiste, ed ha valore, un antico artigianato calabrese.