21
Ago

Le varietà dell’olio calabrese

Il profilo della nostra regione è, da sempre, segnato dagli ulivi; una impressionante quantità di alberi caratterizzano i luoghi, disegnano le colline, contengono vie, borghi, comunità e destini.
Qui l’ulivo giunge con i Greci che fondano le loro colonie, per alcuni invece si tratta semplicemente di un ritorno e di un rilancio perchè questa pianta era già presente, a testimoniarlo ci sarebbero alcune evidenze archeologiche dell’età del Bronzo (XIII-XII sec. a.C.) nell’area di Trebisacce. Da sempre l’Olivo e l’Olio sono presenze costitutive dello spazio e della dimensione rurale della regione con una presenza che è, oggettivamente, significativa, con coltivazioni che partono dalla pianura e raggiungono le fasce interne pedemontane; l’analisi altimetrica degli uliveti ci dice che sono localizzati per lo più in collina con una percentuale di poco inferiore al 70%, segue come superficie ulivetata quella in montagna (di poco superiore al 20%) ed infine la pianura. Ma l’Olivo è anche emblema della biodiversità agricola della Calabria, elevata è infatti la consistenza varietale; la cultivar forse più rappresentativa della regione è la Carolea, diffusa in tutta le province ed in particolare in quella di Catanzaro e Crotone, seguita dalla Cassanese, dalla Dolce di Rossano e dalla Roggianella nella provincia di Cosenza, dalla Grossa di Gerace, dall’Ottobratica e dalla Sinopolese nella provincia di Reggio Calabria, dalla Ciciarello e Tombarello nella provincia di Vibo Valentia.

All’elenco possono essere aggiunte cultivar per cosi dire “minori”e fortemente contestualizzate:

Borgese – Santa Saverina (Kr)
Corniola, Mafra e Nostrana – Alto Ionio Cosentino
Nera di Cantinella – Corigliano Calabro
Ciciarello – Piana di Gioia Tauro.
Imperiale e Zinzifarica – Prov. di Reggio Calabria
Romanella – Piana di S. Eufemia
Tonda – Prov. di Vibo Valentia (Filadelfia e Filogaso)

Sulla storica base produttiva sono state poi introdotte altre cultivar come ad esempio Coratina, Leccino, Frantoio, Nocellara del Belice, Nocellara Messinese. Le condizioni territoriali, terreni fertili collinari e ben esposti al sole, e climatiche, buona piovosità e le oscillazioni termiche, rendono la Calabria territorio d’elezione per la produzione di olio di qualità; narrare di tutti gli olii che scaturiscono dalla tante cultivar sarebbe sin troppo lungo, ci limitiamo dunque all’olio che recentemente ha ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Gegrafica Protetta. Con un colore dal verde al giallo paglierino, varia cromaticamente nel tempo, l’olio di Calabria IGP è fruttato con note floreali e di carciofo, accompagnate da persistenti sentori di erba appena sfalciata, foglia, e pomodoro (verde/maturo).

Al palato è apprezzato, il contenuto fenolico medio-alto garantisce infatti e con equilibrio sensazioni di amaro e piccante. L’Olio di Calabria IGP si produce su tutto il territorio regionale si caratterizza per un livello di acidità massima maggiore e uguale allo 0,5 g. per 100 g. di olio e per la sua conservazione vengono utilizzati recipienti di acciaio inox o altro materiale idoneo, in ambienti freschi e al riparo dalla luce, ad una temperatura compresa fra 12 °C e 20°C.

 

 

“Hic generosum vinum nascitur, fit, et oleum, laudatissimum” (Qui si produce un vino generoso e un olio lodatissimo) (G. Barrio – 1550)