23
Ago

Le tre feste di San Rocco a Gioiosa Jonica

In Calabria non sono pochi i luoghi dove la festa dedicata al Santo Patrono raddoppia o si moltiplica nel corso dell’anno, vi avevamo già raccontato della doppia festa dei santi Cosma e Damiano a Riace (leggi quì); rimanendo sempre sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria e per la precisione a Gioiosa Jonica un’altra festa richiama l’attenzione per la storia ed i diversi appuntamenti.

A Gioiosa San Rocco è patrono dal 1775, precedentemente la devozione era indirizzata a Santa Caterina d’Alessandria; qui San Rocco è festeggiato per ben tre volte.
La prima il 27 gennaio richiama quanto avvenuto nel 1852 e cioè il miracolo della Sudorazione della statua, poi il 16 agosto, data liturgica ed infine l’ultima domenica di agosto, la festa patronale.
La diffusione del culto a San Rocco, uno dei Santi più celebrati in Calabria, risale probabilmente alle epidemie di colera e peste che colpirono il sud Italia nel XVI secolo, Gioiosa rimase indenne e la popolazione trovò rifugio nella devozione al Santo.
Anche nel 1852, anno in cui avvenne la sudorazione della statua, Gioiosa rimase indenne da un altro evento traumatico, un terremoto che risparmiò la cittadina.
La chiesa dedicata al Santo fu probabilmente costruita intorno alla fine del ‘500, il racconto indica come la statua di San Rocco arrivò a Gioiosa nel 1748 da Napoli sul veliero “San Luigi”, gli abitanti la trasportano in festa dalla spiaggia alla Chiesa.
Ed è proprio per ricordare e celebrare questo evento che in occasione della festa a Gioiosa vengono appesi da un balcone all’altro barchette e velieri di carta.
La festa del 16 agosto – indicata dai gioiosani come la “jornata” prende il via avvio con la rimozione della statua del Santo dalla nicchia e la sua sistemazione sotto un baldacchino di sete colorate, una cerimonia che si completa a porte chiuse.
Il sabato che precede la festa patronale (ultima domenica di agosto) inizia con la nottata (la famosa incubatio) : una veglia di canti e preghiere presso il Santuario.
La processione dura dalle sei alle 12 ore, un lungo corteo accompagnato dal suono incessante dei “tamburinari” che segnano il ritmo della processione e del “ballo votivo”.
Oltre ai “tamburinari”, partecipano anche suonatori di strumenti tradizionali – organetti, tamburelli, zampogne, ciaramelle , triangoli.
Quando la processione giunge alla Chiesa di San Rocco i tamburi accelerano, ogni suonatore insegue la sua musica e “batte” secondo il suo ritmo in modo ossessivo e sempre più forte.

Quella di San Rocco è una processione ballata, con un ballo votivo che una volta vedeva come protagonisti chi ringraziava per una grazia ricevuta, oggi coinvolge tutti in una dimensione di spiritualità, festa e gioia.