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Lug

Le “prugne dei frati” a Terranova Sappo Minulio

Sono molti i prodotti agricoli la cui storia è fortemente legata alla presenza ed all’attività di monasteri, conventi e frati. Uno di questi straordinari frutti si trova in provincia di Reggio Calabria, nel piccolo, piccolissimo comune di Terranova Sappo Minulio. Inquadriamo subito il contesto, siamo sulla sinistra del torrente Marro su una vera e propria terrazza all’angolo sud-est della Piana di Gioia Tauro, come spesso accade vi troviamo un paese il cui profilo attuale è assai diverso da quello dei secoli passati. Nel 1783 il terribile terremotò che devasto la Calabria cancellò Terranova, il borgo era edificato al di sopra di tre profonde gole, la prima scossa fece scivolare una parte dell’impianto urbano in una gola, su un altro punto le case furono divise ed una parte di esse fu inghiottita in un’altra gola, dei quasi duemila abitanti più di 1.400 morirono.
In questo nuovo paese, che rinasce dalle macerie, rimane intatta la fede cosi come integra e non scalfita è la presenza dei frati a cui, appunto, si deve il prodotto di cui parliamo. Sono le “Prugne di Terranova” dette dei “frati” perchè la loro introduzione fu opera, nel 1500, dei monaci benedettini, nel 1691 Padre Giovanni Fiore nella sua preziosa opera “Della Calabria illustrata” le indica come “quelle dette di frati, quali sono molto nobili, e delicate”. Queste prugne hanno forma ellissoidale, sono ricoperte di pruina (una sorta di polvere bianca) ed hanno fino alla loro maturazione nel periodo luglio-agosto un colore verde, mature appaiono invece con riflessi dorati e viola intensi.

Dolci e molto aromatiche hanno una polpa consistente e densa.

La produzione di queste prugne, con De.Co. – denominazione comunale, si è rafforzata nel tempo e da prodotto identitario si sono trasformate in occasione economica e lavorativa con l’avvio di una cooperativa. Oggi vengono prodotte e commercializzate le confetture e si realizzano anche cosmetici ottenuti dalle bucce ricche di antiossidanti e proprietà nutritive.
Apprezzatissime anche le prugne secche che, come da tradizione, non vengono denocciolate ed il seme a due punte ne garantisce la piena autenticità.