26
Lug

Le Conocchie, artigianato di cultura e d’esperienza

Per raccontare di questi straordinari, originali e tipici manufatti il punto di partenza non può che essere rappresentato dalle parole dell’antropologo Ottavio Cavalcanti che proprio alle Conocchie ha dedicato un approfondito studio: “Sconvolti i canoni tradizionali, l’arte contemporanea ha visto il sorgere di un nuovo interesse per l’arte primitiva e popolare, che la cultura borghese aveva tenuto confinata nel limbo del disinteresse”.

Il nuovo interesse, di cui parla Cavalcanti nel libro edito diversi decenni fa, ha fatto sì che questa arte popolare fosse improvvisamente al centro di un’attenzione non proprio positiva, con – dice ancora Cavalcanti – la “sistematica spoliazione del nostro patrimonio folklorico (…) grazie al «boom» dell’antiquariato minore, che ci ha privati e ci priva in maniera definitiva degli oggetti stessi d’indagine”. Il lavoro dell’antropologo calabrese – corredato da una importante e significativa documentazione fotografica – ha consentito e consente, dunque, di avere un’idea precisa ed approfondita di questi singolari manufatti.

Per chi volesse ammirarne più d’una e da vicino è possibile visitare il Museo etnografico di Palmi, si tratta di oggetti che si situano a metà strada tra l’utilità pratica e la funzione “magica”.Erano infatti impiegati per filare la lana ma erano anche veri e propri totem con più significati e venivano donati dal fidanzato alla futura sposa simboleggiano il lavoro femminile e le virtù domestiche. Realizzati in legno avevano al loro interno piccole pietre ed il movimento della conocchia generava rumore.Le Conocchie erano oggetti si artigianali ma in molti casi diventavano vere e proprie opere d’arte, le costruivano i pastori nei lunghi tempi di attesa incidendo sul legno figure, auspici di fortuna e fertilità.

 

“Gli oggetti sono così diventati una specie di linguaggio estensibile agli uomini più diversi e distanti nello spazio e nel tempo, mantenendo, al di là dello scopo immediato, il valore di testimonianza di gesti, pensieri e certe forme di vita”.

(Ottavio Cavalcanti, Conocchie di Calabria, Trevi Editore 1974, Roma)