09
Feb

Le aguglie, il pesce “povero” di cui è ricca la Calabria

La Calabria è nota per prodotti e ricette che hanno molto a che fare con l’entroterra, un caso particolare per la verità per una regione che è di fatto letteralmente circondata dal mare quasi fosse un’isola.
Vero è che la stragrande maggioranza del suo territorio è collinare o montuoso, che i suoi boschi sono sterminati e che ci sono appena tre pianure.
Tuttavia il mare è dominante con più di 700 km di costa, altro discorso è invece il rapporto dei calabresi con il mare.
Eccezion fatta per l’epopea della Magna Graecia con colonie fondate sul litorale, in decine di secoli il mare a queste latitudini era il luogo dal quale arrivava il pericolo delle invasioni saracene.
Ma al di là della storia dal mare e dal pesce la Calabria trae molte delle sue ricette storiche e, in qualche modo, identitarie.
E’ il caso delle “aguglie”“costardelle fritte”, un piatto decisamente diffuso, soprattutto nella provincia di Vibo Valentia.
Le aguglie sono inserite nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria.
Si tratta di un pesce dalla forma fusiforme che si pesca soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, la ricetta è a dir poco semplicissima e si compone con aguglie, farina, olio e sale.
Il pesce va pulito (eviscerato e privato della testa, infarinato e messo a friggere per non più di 4 minuti (due per lato).
E’ un piatto da gustare caldo e va mangiato con le mani, la sua forza risiede nell’assoluta bontà del pesce.