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Mar

L’artigianato creativo ed ecosostenibile di Malìa Lab

Siamo oggi con Flavia Amato giovane imprenditrice calabrese per conoscere il laboratorio di sartoria artigianale Malìa Lab.

“Ho voluto dar vita- ci spiega Flavia- ad una linea di abbigliamento biologico che unisca design innovativo e manifattura artigianale per allontanarmi dai canoni dell’industria tessile moderna”.
Sostenibilità dell’ambiente ed etica del lavoro sono le parole chiave che hanno determinato per Flavia una rottura dal mondo della moda tradizionale che conosciamo.
Modellista per professione, l’imprenditrice intraprende i suoi studi presso l’accademia delle belle arti e successivamente frequenta la scuola di modellistica nelle Marche. La svolta professionale giunge quando la sua idea viene selezionata come una delle 10 start up più innovative del settore.
Quando ho deciso di aprire il laboratorio nel 2016- ci racconta Flavia- sono ritornata in Calabria per la sua profonda tradizione tessile e per poter lavorare il tessuto autoctono di ginestra.
Il core business del Malìa Lab è la creazione di abbigliamento con l’utilizzo di tessuti naturali come quelli di canapa, lino, cotone, seta, fibra ortica, fibra di mais e la fibra di capro del Giappone comunemente chiamata anche la seta vegana.
Inizialmente inserirsi nel mercato della e-commerce non è stato semplice ma grazie anche ad una buona politica di marketing oggi gli acquisti on-line dei capi di abbigliamento sono notevolmente aumentati.
Nel laboratorio- ci racconta-Flavia- riesco a completare quasi tutto il ciclo produttivo. Creo il tessuto con il mio tessitore di fiducia , poi decido quali capi sviluppare e dopo si passa al confezionamento del prodotto. Ho iniziato creando la linea donna ma da quest’anno ho inserito anche un proposta per uomo”.
Tra macchinari moderni, nel laboratorio spicca per valore affettivo e funzionalità la macchina da cucire della nonna che ancora oggi Flavia utilizza perché “non sbaglia mai un colpo”.
Flavia Amato crea capi di abbigliamento dietro i quali però si nascondono idee nobili e rivoluzionarie.
L’imprenditrice vuole introdurre la sua idea di moda nelle scuole, in modo che i ragazzi possano approcciarsi al concetto di una moda biologica che sia ecosostenibile e non basata sullo sfruttamento del lavoro.
Un altro desiderio è quello di collaborare con le carceri, per offrire alle donne un’opportunità di inserimento nel mondo del lavoro e in particolare nel mondo dell’artigianato.
“Il prossimo passo- ci spiega Flavia- è quello di portare dei telai tradizionali qui nell’atelier per poter lavorare il tessuto di ginestra e valorizzarlo sia a livello locale sia per esportarlo in tutto il mondo.”