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Set

L’arte di buio e luce di Mattia Preti, il Cavalier Calabrese

Nell’arte fatta di buio e di luce di Mattia Preti, il Cavalier Calabrese, le ombre nere sconfinano negli spazi costretti, è come guardare il mondo alla luce di un fulmine. È in fase di ultimazione il restauro del dipinto La Santa Trinità con Santa Barbara ed i Santi Martiri Mercurio, Clemente, Eustorbio e Vicario di Mattia Preti, uno dei più grandi pittori italiani del Seicento. Il dipinto si trova nella chiesa di Santa Barbara di Taverna, in provincia di Catanzaro, alle pendici della Sila piccola. Lesioni della tela e rifacimenti ne alteravano la qualità stilistica e la corretta lettura modificata da tali ridipinture. Oggi finalmente appare quale meravigliosa espressione dell’arte del “cavalier calabrese” dopo il suo trasferimento a Malta nel 1661, dove morì nel 1699, protagonista dell’arte barocca europea. Il restauro del dipinto di Santa Barbara di Mattia Preti rientra nell’ambito del progetto di studio avviato nel 2018 dal Segretariato Regionale del Mibact per la Calabria per urgenti interventi di conservazione di sei dipinti di Mattia Preti, che si trovano nella chiesa di Santa Barbara di Taverna: La Santa Trinità con Santa Barbara ed i Santi Martiri Mercurio, Clemente, Eustorbio e Vicario, Eterno Padre, S. Martino Vescovo e santi, Battesimo di Cristo, La Presentazione di Gesù al tempio, Madonna di Loreto con Santi Gaetano da Thiene e Francesco di Paola.

La Santa Trinità

Gli interventi hanno previsto, oltre ad una approfondita ricerca archivistica e bibliografica, l’esecuzione di un accurato programma diagnostico per studiare lo stato di conservazione e le tecniche esecutive delle sei opere i cui dati sono stati confrontati con quelli emersi dagli studi degli ultimi due decenni sulle opere di Mattia e Gregorio Preti. Sui sei dipinti della chiesa di Santa Barbara è stata eseguita una campagna non invasiva di imaging multispettrale, realizzata con il sistema HMI (Hypercolorimetric Multispectral Imaging: una tecnica che permette di ottenere informazioni attraverso l’acquisizione di immagini a diverse lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico a partire dall’ultravioletto fino agli infrarossi. Tali analisi diagnostiche, sono state eseguite sulle opere sia in fase preliminare di studio, sia durante le operazioni di manutenzione e/o restauro. Inoltre, le tele sono state studiate eseguendo anche una campagna di radiografie X digitale e Fluorescenza X in Dispersione di Energia. Sono state realizzate circa 200 riprese radiografiche digitali, che assemblate hanno consentito una visione unitaria dei dipinti. Lo studio ha consentito di ricavare numerosi nuovi dati, oltre che sullo stato conservativo anche sulla tecnica d’esecuzione e sulla genesi compositiva delle opere. Con l’utilizzo della Fluorescenza X in Dispersione di Energia sono state effettuate circa 200 misurazioni dei diversi pigmenti presenti nei dipinti, con attenzione particolare alla caratterizzazione delle stesure blu, rosse, gialle, verdi e nere al fine di indagare la tavolozza utilizzata dai due fratelli, ed in particolare quanto utilizzato dal “cavalier calabrese”.

Angelina De Salvo
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione istituzionale MiBACT
Segretariato Regionale del MiBACT per la Calabria