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Lamezia, Doris Lo Moro dice addio alla politica: “Ritorno a fare il magistrato”

Doris Lo Moro

“Non mi candiderò più, ritorno a fare il magistrato.” L’ex due volte sindaco di Lamezia Terme e ormai ex senatrice, Doris Lo Moro, si congeda così al termine di una conferenza stampa convocata per illustrare il lavoro svolto nel corso dell’ultima legislatura.

La sala stampa dello storico Palazzo Nicotera di Lamezia Terme fa da sfondo all’uscita di scena di una delle assolute protagoniste della città, una Lo Moro pronta adesso a gettarsi alle spalle un percorso durato 25 anni.

“È a Lamezia che è iniziata la mia carriera e ho voluto chiudere qui questo percorso, in mezzo agli amici di sempre, in una città che mi ha sempre sostenuto.”
La commozione è tanta, così come l’affetto che una parte della cittadinanza le ha voluto regalare nel corso di una serata che non solo sancisce il suo addio dalla scena politica, ma che suggella il suo lungo impegno fra i banchi del Senato.

“Il mio lavoro è sempre stato intenso – ha detto la Lo Moro – anche se certi aspetti della politica e dell’operato svolto lontano dai cittadini non si percepiscono». Il riferimento, voluto, è al lavoro svolto all’interno della Commissione Affari Costituzionali: “Sono tante le battaglie che ho portato avanti in questi anni, a cominciare dalla lotta al femminicidio, alla corruzione e alla confisca dei beni sequestrati alla criminalità.”

Ma, molto romanticamente, la Lo Moro, in questi anni, non ha mai dimenticato il suo legame, forte, con Lamezia Terme: «In ogni mio atto politico svolto in Senato e in commissione ho sempre pensato a questa città, a quanto il mio operato potesse influire sul suo futuro».

E, proprio in ottica futura, Doris Lo Moro ha lanciato un messaggio forte e preciso, indirizzato non solo ai cittadini ma anche alla classe politica: «Dove sono i giovani? Che ruolo hanno in Calabria e a Lamezia? La storia di questa città – ha detto – ci ha insegnato che il cambiamento va coltivato con passione. La nostra regione, è evidente, non gode di ottima salute e la responsabilità potremmo darla a tanti e alla politica ma, certo, non si può vivere in costante emergenza.”