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Apr

L’addio di Ciucci era inevitabile: la Calabria crolla e travolge il numero uno di Anas

Manager intoccabile, travolto da inchieste, disservizi, crolli e dubbi, ma alla fine anche il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci è stato scaricato. Dopo l’assemblea di maggio, Ciucci si dimetterà dall’incarico di presidente e amministratore delegato dell’Anas. Dietro l’addio e la decisione definitiva i tanti problemi della viabilità in Sicilia, ma soprattutto la Calabria, isolata, abbandonata e diventata uno dei punti deboli del manager che ai tagli del nastri ha sostituito i crolli di strade e autostrade. Ciucci, infatti, è stato travolto dal crollo del viadotto sulla Salerno-Reggio Calabria, dai lavori dell’A3 mai ultimati, interminabili, nonostante le mille promesse, i giorni segnati in rosso sul calendario e le tante date aggiornate e poi come se non bastasse l’inchiesta sui lavori per la realizzazione del tratto della nuova statale 106 tra Squillace e Simeri Crichi. Ciucci getta la spugna e cede sotto i colpi inflitti dai media, che continuano, giorno dopo giorno, a ricordare l’assenza del presidente nella tragedia del viadotto Italia e sulla tempistica del ripristino della viabilità sul tratto autostradale che ha tagliato fuori la nostra regione dal resto del Paese.