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Lug

La villa di Casignana, gioiello di archeologia unico in Calabria

Nella locride, tra gli abitati di Bianco e Bovalino si trova un sito archeologico di rara bellezza: la Villa Romana di Contrada Palazzi di Casignana. L’area archeologica si estende per circa 15 ettari e comprende una parte a monte ( la parte termale) ed una parte a valle ( la parte residenziale) della ex SS 106. Il suo nucleo centrale e monumentale, cui si riferiscono i ruderi oggi visibili, è rappresentato da una grande villa extraurbana, con ambienti termali e residenziali, che costituisce uno dei complessi più importanti di epoca romana dell’Italia Meridionale e conserva il più vasto nucleo di mosaici finora noto in Calabria.

La villa, sorta probabilmente nel corso del I secolo d.C., in una zona già frequentata in età greca , raggiunse il massimo splendore nel IV secolo d. C., per essere abbandonata nel V secolo, anche se l’area continuò ad essere frequentata fino al VII secolo d.C. Dal 1998 a oggi il Comune di Casignana, in collaborazione e con la supervisione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, ha intrapreso e realizzato una serie di interventi, acquisizione dei terreni, indagini geo-archeologiche, scavo, restauro e opere di vario genere, finalizzati alla scoperta, alla valorizzazione e alla fruizione della Villa di Palazzi, già nota per gli scavi della Soprintendenza Archeologica a partire dagli anni 70.

Oltre alla bellezza dei mosaici, sia geometrici che figurati e dalle varie policromie, degno di nota è il sistema di riscaldamento delle vasche per bagni caldi ( i calidaria) che si presenta in buonissimo stato di conservazione. L’area scavata rappresenta solo una piccola parte dell’intero insediamento ( si tratta infatti di circa 5.000 mq.) , mentre in un’area di circa tre ettari sono stati eseguiti indagini geoarcheologiche che hanno evidenziato la presenza di altri edifici. Con l’utilizzo di diversi finanziamenti nazionali ed europei, il Comune ha promosso una serie di campagne di scavo archeologico in estensione che hanno portato alla luce cospicue ed interessanti parti del complesso monumentale ancora sepolte e hanno consentito la scoperta di numerosi ambienti pavimentali a mosaico e a intarsi marmorei. Oltre ai lavori di scavo sono stati eseguiti i restauri dei pavimenti e dei rivestimenti degli ambienti termali della villa.

Con l’ultimo finanziamento concesso ( i lavori sono stati ultimati nell’anno 2010) si è proceduto all’intervento più imponente, indispensabile per la conservazione e la fruizione della villa che costituisce il fulcro dell’area archeologica: la copertura definitiva dell’intero nucleo di ambienti a monte della S.S. 106. Grazie alla copertura è stato possibile realizzare una serie di percorsi sopraelevati che si snodano all’interno degli ambienti termali, consentendo l’apprezzamento, finora parziale, dei mosaici e dei pavimenti a intarsi marmorei per cui la villa di Casignana è nota. Attraverso nuove campagne di scavo si potrebbero aggiungere tasselli importanti e nuove scoperte a quello che ormai è uno dei siti più famosi e più frequentati della Regione.
Se si vuole costruire un serio Piano integrato di interventi nel campo del turismo culturale ( se ne sta parlando tanto in questi giorni di post covid), in una zona depressa (ma ricchissima di giacimenti culturali) qual è la locride , è necessario partire da quelli che sono gli attrattori principali ( la Villa Romana di Casignana è uno dei piu’ importanti) e attorno ad essi costruire percorsi di sviluppo condivisi con le comunità e che comprendano tutti quegli elementi ( storia, arte, borghi, luoghi di culto, natura, paesaggio, enogastronomia , artigianato, prodotti agricoli di pregio, ospitalità) che fanno della locride una delle aree più interessanti della Calabria.

di Antonio Crinò – Ingegnere