03
Ago

La Viddhaneddha, la danza tipica calabrese

Tradizioni, riti e folclore. Le festività religiose, quelle tipicamente familiari (nascita, fidanzamento, matrimonio), i riti agresti in coincidenza con le giornata di vendemmia, trebbiature, tosature delle pecore, in Calabria, vengono accompagnate da sempre da balli e canti e molto spesso dalla tarantella (Viddhaneddha). Per quanto riguarda gli strumenti, quello più gettonato è sicuramente l’organetto, che sostituisce spesso la zampogna. La scansione ritmica e assicurata dal tamburello, originato dal tympanon dalla chitarra, dallo “‘zzarinu” (triangolo di ferro percorso da una bacchetta metallica) e dal classico battito di mani.

Molto più significativo è invece il peso dei passi di danza, in coppia o da soli. Prima delle danze si proponeva la delimitazione dello spazio circolare dedicato al ballo. A dirigere il ballo era sempre il capo carismatico: il capofamiglia o più semplicemente il “mastru d’abballu” (il maestro di ballo) che alle prime note dei suonatori si disponeva al centro del cerchio, quasi a voler sottolineare la forza del suo carisma. Dopo i primi accenni di danza, sceglieva il compagno o la compagna con cui condividere il ballo. Lo faceva con un gesto gentile ma allo stesso tempo spavaldo: prima un lieve inchino e poi un tocco sulla fronte del compagno o della compagna con le dita ripiegate della mano destra.