05
Mar

La tradizione arbëreshë delle “Kalimere”

E’ bene dire che quando ci si riferisce ai fedeli arbëreshë appartenenti alla grande comunità italo-albanese in Calabria si parla di fedeli di religione cattolica, la loro particolarità risiede tuttavia nel fatto che essi seguono il rito greco, simile a quello che connota la Chiesa greco-ortodossa.
Ed è proprio per questo che i fedeli italo-albanesi sono visti e considerati come il riuscito esempio di quell’ecumenismo che da tantissimo tempo cerca di ridurre le distanze causate dallo scisma che nel 1054 separò la Chiesa d’Oriente dalla Chiesa d’Occidente.
Oggi organizzazione, governo e cura pastorale di sacerdoti e fedeli di rito greco avviene attraverso l’Eparchia di  Lungro in Calabria, quella di Piana degli Albanesi in Sicilia, il Pontificio Collegio greco di Roma (leggi quì).
Una scelta, quella del riconoscimento formale e sostanziale di queste comunità, che ha consentito anche il mantenimento di uno straordinario e ricco patrimonio di cultura e tradizioni.
Rientrano in questa dimensione le kalimere.
In molti paesi albanesi, infatti, nella notte del sabato che precede la domenica delle Palme i fedeli per commemorare la resurrezione di Lazzaro usano andare in giro di casa in casa cantando le kalimere alla famiglia visitata, da cui ricevono in cambio doni.
Le kalimere (un augurio di buon giorno) sono canti popolari augurali in lingua albanese, espressione genuina e spontanea del popolo.

Ndrinin lurin margaritare / pjot kukule dheu e kanicare ./ Ngreu m’u ngreu m’u zonje shlëpis / e
shih se ësht një gonez me ve, / mirrme katër e pesë keqe ve / me di të kuqe e di të bardha për ne…

Portiamo alle spose l’annata più lieta / con stuoie copiose di bachi da seta. / Svegliati lesta,
signora, e di lena / ci porta una cesta di uova ripiene. / Ascolta la nuova, padrona di casa, /
vogliamo un po’ d’uova e qualche altra cosa.