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La storia della ceramica in Calabria: Greci e Romani

La tradizione della ceramica in Calabria ha una continuità ininterrotta fin dal neolitico inferiore.
Le civiltà e le culture che si sono succedute in questa nostra regione hanno lasciato la propria impronta apportando elementi nuovi al già ricco patrimonio tradizionale locale.
L’artigianato – da sempre – si sviluppa partendo da un sostrato preciso: ogni produzione “artistica e tradizionale” fonde l’ elemento utilitaristico con più profonde motivazioni di ordine filosofico-religioso che assumono la forma del simbolo.

L’artigianato, dunque, risponde in Calabria a molteplici funzioni, c’è l’utilizzo del manufatto ma anche la sua bellezza estetica, c’è la dimensione rituale ma anche una profonda simbologia.
Nelle ceramiche assume forma e sostanza il divenire della storia, dei popoli, delle culture e delle religioni, lungo un percorso che è possibile fissare attorno a grandi eventi.
Partiamo, dunque, dalla Magna Graecia.
Con la colonizzazione delle città costiere, nel periodo che va dall’ VIII e VII secolo a.C., la Calabria assume sempre più importanza sul piano produttivo e commerciale tanto che in un arco di tempo relativamente breve la regione viene qualificata con l aggettivo “Magna” seguito dal sostantivo “Grecia”.
Durante questo percorso storico i centri più rilevanti sono Locri e Medma.
Nel periodo in questione e nelle fasi successive cospicua è la circolazione di vasi importanti dalla madrepatria.
Nel secolo V e IV a.C. sorgono in Calabria fabbriche locali per la lavorazione dell’argilla, inizia un storia che immette sul mercato la cosiddetta ceramica italiota.

Poi il Periodo Romano.
Dopo il “periodo aureo” caratterizzato dalla presenza dei Greci, con l ’avvento dei Romani e con le devastazioni compiute dai barbari i ceramisti calabresi si adattano fino ad essere assorbiti nel panorama tipico delle civiltà in fase di discendenza.
La produzione ceramica è dunque povera, sia per quantità che per qualità.
L’austerità dei tempi paleocristiani spinge ed ispira le ceramiche verso i simboli della nuova religione, dalle botteghe escono vasellame ed oggetti con altri motivi ornamentali.
In particolare lucerne di forma e decorazione mistico-simbolica di senso cristiano (il delfino, il gallo, il pavone, il pesce).
Ed è proprio in questo periodo che i ceramisti iniziano a fabbricare una vasta gamma di lucerne per illuminare i luoghi di culto e le abitazioni.