15
Ott

La singolare storia della “vescicolare suina” in Calabria.

Le evidenze scientifiche documentano come la vescicolare suina non sia trasmissibile all’uomo, quelle economiche – invece – testimoniano come sia capace di “infettare” le imprese; tutte e nessuna esclusa.
Si possiedano o no animali colpiti da questo virus, tutte le aziende sono qualificate come malate; è l’effetto distorto e drammatico del sistema europeo che prevede un vero e proprio accreditamento su base territoriale.
Per tradurla in pochi numeri, nel 2014 i suini affetti da vescicolare suina in Calabria erano appena 4 su circa 40.000; nel 2015 su 53.000 controlli effettuati solo nello 0,1% dei casi sono state riscontrate anomalie.
L’effetto complessivo ha però riguardato e riguarda tutti, basta un solo suino malato e l’intera regione è classificata a rischio; roba di non poco conto se si pensa che il mancato accreditamento inibisce la movimentazione di animali e la commercializzazione delle carni su mercati ad alta redditività, Stati Uniti, Canada, Russia e Cina solo per fare degli esempi.
La notizia incoraggiante è che la Regione, o meglio la Task Force veterinaria, sta lentamente risolvendo il problema con controlli serrati e l’applicazione di criteri e metodi fissati all’interno di un Decreto varato dal Commissario al Piano di Rientro dal debito sanitario, Massimo Scura.
Decreto con il quale Coldiretti ha proposto un ricorso, accettato dal Tar regionale che ha sospeso gli effetti del Decreto ma poi definitivamente cassato dal Consiglio di Stato nel a fine agosto ha confermato la correttezza tanto del Decreto quanto del conseguente lavoro della Task Force veterinaria; nel frattempo però il lavoro svolto – e da tutti qualificato come efficace – ha subito uno stop di almeno sei mesi.
Ora si cerca di correre ai ripari, velocizzando i tempi nella speranza di ottenere nel 2017 l’accreditamento come regione immune da vescicolare suina.
A spingere verso questa direzione sono le principali aziende suinicole calabresi con in prima fila la Filiera Alimentare Madeo che proprio sul “benessere animale” ha ottenuto a Berlino – a fine giugno – una menzione d’onore nell’ambito del premio “Good Pig”.
Proprio l’azienda Madeo ha voluto riunire tutti i protagonisti della vicenda – allevatori, dirigenti ministeriali e regionali, esponenti delle organizzazioni di rappresentanza del settore agricolo, i componenti della Task Force Veterinaria della Regione Calabria ed il Commissario al Piano di Rientro – attorno allo stesso tavolo per valutare i risultati sin qui ottenuti e definire una strategia condivisa che possa portare la Calabria ad essere accreditata come regione immune.
L’incontro si è tenuto nella splendida cornice del Chiostro del Collegio di Sant’Adriano a San Demetrio Corone.
Per Ernesto Madeo “ essere regione non immune da vescicolare suina comporta alle aziende ed al settore suinicolo calabrese un danno in termini economici e di immagine; riceviamo premi per i metodi di allevamento e la qualità delle carni ma purtroppo la nostra capacità di commercializzazione è fortemente limitata”
Deciso l’intervento di Massimo Scura, commissario al Piano di rientro dal debito sanitario: ““chi si oppone al percorso di eradicazione della vescicolare suina troverà in me uno strenuo avversario, abbiamo adottato un decreto che fissa in modo rigido il percorso per superare questa emergenza e d’altro canto è impensabile che solo Calabria e Campania si trovino ancora a fare i conti con questa malattia.
Sono lieto di essere qui su invito di una realtà imprenditoriale come la Filiera Madeo che ha dimostrato coi in fatti come questa terra sia capace di straordinaria eccellenza; il compito di chi ha responsabilità pubbliche nell’ambito sanitario e nel più generale contesto della Salute è quello di garantire produzioni sane ed un sistema che sia immune da malattie.
La Task Force Veterinaria – ha concluso Scura – sta facendo un ottimo lavoro ed è il segno evidente di come la collaborazione produca risultati, se tutti invece che combattere le persone aggredissero i problemi le cose andrebbero sicuramente meglio.
Oggi su questo tema siamo tutti qui, non abbiamo alcun alibi, dobbiamo proseguire nel lavoro ed ottenere il risultato finale”