15
Set

La regina della montagna, la Capra dell’Aspromonte

Forse in pochi sanno che in Calabria, in uno dei suoi più suggestivi, affascinanti e selvaggi luoghi, vive una razza autoctona la cui presenza è tanto utile all’uomo quanto preziosa per il territorio ed il suo equilibrio. Stiamo parlando della Capra dell’Aspromonte, iscritta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nel registro anagrafico delle popolazioni ovine e caprine autoctone a limitata diffusione.

Capra dell’Aspromonte

Si tratta di un animale sui generis per le sue indiscutibili qualità, le capre aspromontane sono vere e proprie scalatrici, nulla le ferma essendosi adattate ai magri pascoli, alle pareti scoscese ed agli strapiombi che incuterebbero timore a qualsiasi altro quadrupede. Presente in Aspromonte sin dalla preistoria la capra è talmente abile da arrampicarsi dovunque e fornire un ineguagliabile contributo, innanzitutto ambientale; tiene puliti i boschi, libera i pascoli dalla flora arbustiva ed impedisce la formazione dello strato di erba secca. In più questo tipo di allevamento, fornendo cibo e sostentamento, garantisce la presenza dell’uomo nelle aree più marginali e svantaggiose.

«Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante.»

Gente in Aspromonte – Corrado Alvaro.

A differenza delle pecore non brucano l’erba ma si nutrono dei germogli delle piante e, da questo punto di vista, sono – diciamo cosi – più dannose al punto che un proverbio dialettale ne circoscrive il ruolo nel ciclo produttivo delle piante “muzzicata di crapa, velenu pe cchiù di n’annata” (morso di capra veleno per più di un’annata). Le capre in Aspromonte forniscono, dicevamo, un sostentamento e lo fanno da decine e decine di secoli.

Intanto il latte, destinato tanto al consumo alimentare diretto quanto alla trasformazione casearia, con un elevato contenuto di calcio il latte di capra è indicato per bambini ed anziani perchè, peraltro, è estremamente digeribile. Ma è utilizzato soprattutto per dar vita a formaggi dal sapore intenso, il Canestrato dell’Aspromonte, il Caprino d’Aspromonte, il Caprino della Limina, il “Musulupu”, la Cacioricotta, la Giuncata di Vacca, il formaggio di capra.

Particolare il “Musulupu” o “boccone del lupa, una sorta di Tuma, fresco, confezionato in stampi antropomorfi e tipico del periodo pasquale. Il sostentamento offerto alle comunità locali è anche quello della carne, può essere consumata ben marinata e bollita con alloro, cipolle e sedano o come ingrediente principale del sugo per i maccheroni, ricetta tipica di Bova.