03
Apr

La Pasqua ed il silenzioso Sabato

Il triduo pasquale inizia, come abbiamo già scritto (leggi quì) il giovedì santo con la Messa in Coena Domini, il Venerdi invece è il giorno del dolore e del lutto con riti che in Calabria sono particolarmente intensi e forti (leggi Vattienti di Nocera Terinese e Battenti di Verbicaro).
I riti, quelli più significativi, culminano con la “Notte delle notti”, quella nella quale Gesù – secondo i cristiani – distrugge la morte e risorgendo trionfa sugli inferi.
Nel Triduo Pasquale il Sabato Santo è il giorno del grande silenzio che va avanti fino alla Veglia, è l’ora della Madre che tace e soffre per il Figlio prima straziato e poi inchiodato sulla Croce.
Quella di Pasqua, infatti, era definita da Sant’Agostino come “la Madre di tutte le veglie”.
Ecco perchè il giorno che precede la Pasqua, il sabato, è “aliturgico”, non ci sono riti, è l’unico giorno dell’anno in cui non ci siano celebrazioni ed in cui non è possibile ricevere la Comunione (fatta eccezione per i malati gravi che possono ovviamente ricevere anche l’estrema unzione).
Si sta in silenzio, si medita in attesa di celebrare la Resurrezione, l’evento che conclude la parabola terrena di Gesù.
Dal IV secolo in alcuni luoghi, nel Sabato Santo i candidati al Battesimo (quelli che vengono definiti catecumeni), facevano la loro professione di fede per essere poi ammessi nella Chiesa.
Dal XVI secolo e fino alla metà del XX secolo ciò che oggi accade di notte era anticipato al mattino del sabato quando tra le 10 e le 11 le campane “legate” nella sera del Giovedi Santo venivano sciolte per suonare a festa ed annunciare la gioia della Resurrezione.
La tradizione fu ripristinata con la riforma liturgica varata dal Concilio Vaticano II.
Poi con la riforma liturgica Conciliare, tutto è ritornato come alle origini e il Sabato ha ripreso il significato del giorno della meditazione e penitenza; l’ oscurità nelle chiese è totale, non vi sono celebrazioni liturgiche, né Sante Messe; è l’ unico giorno dell’ anno che non si può ricevere la Comunione, tranne nel caso di Viatico per gli ammalati gravi.
Piccola curiosità temporale: ciò che noi oggi chiamiamo Triduo ed articoliamo su tre giorni durò in realtà molto meno; Gesù, di fatto, rimase nel sepolcro per molte meno ore.
Per gli Ebrei, infatti, ciò che oggi per noi è la Domenica di Pasqua per loro era il Sabato, primo giorno della settimana.