04
Nov

Le “Vallje” di Frascineto, storia e tradizione arbëreshë

Paesi ancora legati alle proprie origini, da generazioni, tramandano tradizioni che affondano le proprie radici nella cultura calabro-albanese arbëreshë.

Siamo nella Calabria cosentina. Qui le popolazioni albanesi dovettero lasciare le proprie contrade per cercare la terra promessa ma, le loro tracce, sono ancora tangibili e riconoscibili. È in questi territori che le popolazioni ballano le “Vallje”. Si tratta di balli caratteristici, di vittoria e liberazione, e coincidono in Calabria con i riti Pasquali. I tratti di questi balli e dei danzatori sono ben riconoscibili, a cominciare dagli abiti variopinti e dai colori sgargianti tra cui predomina il fucsia, l’oro ed il verde acceso. Le donne, poi, hanno ancora l’obbligo di indossare gioielli vistosi mentre gli uomini devono essere vestiti da turchi. E il perché è da ricercare nei libri di storia e che ben si incrocia con la tradizione, il ricordo di una vittoria degli albanesi sui Turchi quando, nel giorno di Pasqua, Skanderbeg scacciò i turchi.

A Frascineto, per un giorno all’anno, gli arbëreshë d’Italia si ritrovano. Oltre alle Vallje, il martedì di Pasqua, girano per il paese da una parte i Tintori, i quali provvedono a segnare con la fuliggine il volto di chi non sa parlare l’arbërisht, chiedendo all’ospite di pronunciare la frase tumac me qiqrra / tagliatelle e ceci, e dall’altra i Portatori del teschio che sottopongono gli anziani al bacio rituale di un teschio di animale con il monito: mbaj mend se ke të vdesësh / ricordati che dovrai morire. E infine al calar della notte una rappresentazione teatrale rivive e rievoca la storia di Skanderbeg, per meglio conoscerne la grandezza e apprezzarne il valore storico che ebbe per gli albanesi d’Italia e d’Oltre Adriatico.