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La città di Blanda Julia, a Tortora il luogo delle sei culture

Situato lungo la suggestiva Riviera dei Cedri, nell’alto tirreno cosentino, al confine tra Basilicata e Calabria, il Comune di Tortora è uno degli innumerevoli e straordinari centri della Calabria, ricchi di una storia visibile ad occhio nudo o riportata alla luce grazie ad importanti, ed in qualche caso imponenti campagne di scavi archeologici.

Qui sulla sommità del colle Palecastro, alla fine del I secolo sorse la colonia romana “Blanda Julia” dedicata Gaio Giulio Cesare, un insediamento abbandonato a partire dal IX secolo a causa di quelle incursioni saracene che in tanti luoghi della Calabria causarono spostamenti e migrazioni verso l’interno.

Accadde anche qui con gli abitanti che si rifugiarono in un luogo più interno dando vita su uno sperone di roccia a Julitta, divenuta poi Tortora.

E’ un luogo ed un contesto straordinario che mantiene importanti testimonianze della sua lunga storia sin dal Paleolitico, tracce della presenza di Enotri, Greci, Cartaginesi, Lucani, Romani e Longobardi.

A Tortora il Parco Archeologico nel sito di Blanda è per espresso riconoscimento “uno dei più importanti insediamenti e palinsesti archeologici della Calabria per livello di indagine e storia dell’insediamento”; gli scavi hanno restituito straordinarie testimonianze di insediamenti umani preistorici ed i resti dell’antica città di Blanda Julia.

Tutti i reperti hanno trovato dimora nel centro storico di Tortora in un Museo Archeologico che li conserva, li mostra e ne proietta anche suggestive immagini tridimensionali.