26
Nov

La Cicoria, buona da mangiare ed in grado di sostituire il caffè

Questa pianta, che cresce spontaneamente ed in grande quantità in Calabria, appartiene alla famiglia delle Compositae (circa 20mila specie le più note delle quali sono margherita, il girasole, la camomilla, il tarassaco, il cardo, la stella alpina, la dalia, il crisantemo, carciofo, la lattuga e appunto cicoria). Nella nostra regione la troviamo in modo assolutamente naturale ed abbondante lungo le vie, nei terreni incolti o come infestante in quelli coltivati, apprezzatissime e facili da individuare e raccogliere sono quelle che nascono e crescono nei terreni in “pausa”, quelli cioè messi a riposo per una stagione durante i norma cicli colturali. La Cicoria è una pianta erbacea perenne o annuale, può crescere da 20 centimetri sino a raggiungere, indisturbata, i 120 cm, fiorisce in estate e le parti utilizzate sono principalmente le foglie.

Fresca il suo impiego è destinato alla preparazione di minestre, con altre verdure; da notare che l’acqua utilizzata per la sua bollitura può essere bevuta in ragione delle qualità depurative che possiede. In alcune zone della Calabria la cicoria è piatto unico, in altre la si conserva anche sott’olio. Quanto alla sua definizione, come moltissime cose in Calabria, i termini sono condizionati dalle diversità dialettali e dunque è appellata, ad esempio, come “Cicorija” “Cicuore”, “Cicore”, “Cicora”, “Cicojira” e “Cicoina”. Infine un particolarità che rende quest’erba decisamente unica nel suo genere, al di là del suo essere spontanea e dei suoi attuali impieghi alimentari la cicoria per circa due secoli è stata coltivata in Europa per una particolare qualità.

La sua radice arrostita è in grado di fornire un ottimo surrogato del caffè; cosa particolarmente apprezzata durante i periodi in cui la disponibilità di questo prodotto era poca o inesistente.