23
Ago

La ceramica in cannate, boccali, bumbuli e quartare

Se la ceramica di produzione calabrese è situata a mezza via tra il concreto e l’artistico, il decorativo ed il funzionale c’è da dire che la parte estetica trova ampia espressione in alcuni oggetti.
Per antica ed altissima qualità spicca in questo ambito la ceramica di Seminara, non a caso regolamentata e tutelata oggi da un apposito e specifico disciplinare.

Gli artisti di questa cittadina della provincia di Reggio Calabria, dove peraltro è aperto e visitabile un Museo (guarda qui il video), rispettano in pieno le tradizioni del passato.
Nascono a Seminara dunque “cannate”, “boccali” , “bumbuli” e “quartare” tutti recipienti con forme diverse che richiamano lineamenti di oggetti arcaici di carattere sepolcrale o votivo.
Borracce e barilotti uniscono al carattere utilitario forme e decorazioni in cui si rinnovano simbologie cristiane.
Basti pensare al barilotto la cui forma a pesce assume carattere ornamentale.
Un lungo elenco di oggetti che partono da una funzione pratica per “trasfigurarsi” in elementi decorativi con significati anche di carattere mistico e religioso.
Fanno testo a se le le maschere apotropaiche, grottesche figure che un tempo si collocavano alle entrate delle abitazioni murandole all’esterno o sui tetti per scongiurare il malocchio.
A Seminara, poi , meritano menzione anche le “teste di greco”, orci che nel raffigurare guerrieri dal fiero corrugamento delle sopracciglia e della fronte, uniscono all’individuazione quasi ritrattistica una sorta di sottile autoironia nei confronti del loro stesso legame a tradizione bizantina.