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Lug

La Capra “Nicastrese” ed il fascino dei suoi occhi

Della presenza in Calabria di diverse razze caprine abbiamo già detto, indicando in una delle più significative ed affascinanti quella aspromontana, famosa per le sue qualità da “arrampicatrice”.
Risalendo verso Nord di questa straordinaria regione, ricca di un consistente patrimonio agricolo, agroalimentare e zootecnico, arriviamo in una delle tre grandi pianure che si aprono in un territorio caratterizzato per la quasi totalità da colline e montagne, siamo nella Piana di S. Eufemia in un contesto fortemente vocato all’agricoltura ed al florovivaismo. A presidiare dall’alto la pianura c’è Nicastro (oggi parte di Lamezia Terme), antico borgo di fondazione bizantina su cui vegliava, dalla parte più alta di una rupe un imponente castello costruito dai Normanni tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. Ed è proprio l’antica “Nicastro” a dare il nome ad una delle razze caprine autoctone, la nicastrese.

Presente nell’area situata ai piedi del Monte Reventino, questa razza ha ottime caratteristiche riproduttive e ciò, ovviamente, ha consentito che si diffondesse anche nelle provincie vicine; è di taglia media con una testa piccola e leggera, più grossa nel maschio, con profilo fronto-nasale rettilineo. Particolare è la peluria di colore nero, con doppia striscia bianca sulla zona fronto-nasale, ciuffo di peli neri ben marcato nei maschi alla base delle corna. Il pelo è lungo e liscio nelle femmine, più ruvido nei maschi con più del 40% della popolazione che presenta un sottovello di tipo cashmere. Quanto alle produzioni, oltre alla carne, il latte è utilizzato per i tradizionali prodotti caseari.

Questa capra è nota per l’espressività dei suoi occhi ma corre da molti anni il rischio di estinzione secondo i criteri fissati dalla FAO Expert Consultation, è per questo che essendo un importante tassello del variegato mosaico della biodiversità caprina calabrese si cerca di preservarla e di arrestare la costante diminuzione dei capi.