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La Cappella di San Francesco, storia e suggestione delle reliquie

Padre Domenico Crupi, “ Sacrista del santuario di Paola” , ci accompagna in un viaggio che ci porterà a scoprire i luoghi di San Francesco, patrono della Calabria. Un racconto che parte dalla scoperta della cappella di San Francesco da Paola all’interno del Santuario. Il luogo è punto di riferimento per i pellegrini in visita nel complesso monastico, al suo interno infatti sono conservate le reliquie di San Francesco. La costruzione di una parte della basilica e in particolare modo della cappella, è da attribuissi allo stesso santo che la dedicò a San Francesco di Assisi, mentre la basilica fu dedicata a Santa Maria degli Angeli. Di architettura tardo gotica, la basilica presenta affreschi cinquecenteschi, che furono ricoperti nel 1716 da rifacimenti in stile barocco. Il restauro del 1960, con la rimozione degli stucchi, ha riportato alla luce gli affreschi. “Nella basilica ci sono diverse cappelle, quella in cui ci troviamo è dedicata a San Francesco e subito dopo la sua canonizzazione nel 1519 fu rivestita da marmi, le reliquie sono l’oggetto principale della devozione delle migliaia di pellegrini che giungono si qui per venerare una figura che in Calabria fa parte della storia di ogni famiglia e comunità. Le immagini del santo sull’altare sono riconoscibili dai simboli che accompagnano sempre la figura di Francesco, il bastone, il cappuccio e lo stemma della caritas.” Padre Domenico ci mostra le reliquie spiegandone il valore che è, allo stesso tempo, storico e devozionale. “Il mantello è l’oggetto utilizzato dal santo per l’attraversamento dello stretto di Messina, uno dei miracoli più conosciuti; la tunica interna, il cappuccio, gli zoccoli, la calza, il rosario, una pentola, il dente e un libro appartenenti al santo sono le altre reliquie. C’è la lampada della beatificazione, il 2 maggio di ogni anno infatti si recano qui al Santuario le rappresentanze dei comuni calabresi per offrire l’olio votivo necessario a far ardere la lampada”. Le reliquie alimentano un racconto che è allo stesso tempo coinvolgente e suggestivo: “Non abbiamo il corpo perché San Francesco è morto in Francia il 2 aprile 1507 a Tours, 50 anni dopo la morte gli Ugonotti (protestanti francesi di confessione calvinista) bruciarono il corpo e le reliquie furono in parte seppellite nella città francese e in parte qui a Paola. Nel 1983 le reliquie e la statua furono rubate; le prime furono ritrovate mentre il mezzo busto del santo no. Nel 1935 da Tours furono inviati cinque frammenti di ossa che oggi troviamo nella cappella”.