03
Lug

La Calabria religiosa ed i Papi. Storia di un legame pontificio

Percorrendola in lungo e in largo riserva agli occhi dei visitatori una incredibile quantità di scoperte e sensazioni; la Calabria è un viaggio che si compone di scenari diversi, paesaggi a volte inconciliabili l’uno con l’altro, borghi arroccati e pianure fertilissime, accidentate vie che si inerpicano in collina per giungere alla maestosità di boschi e montagne. E’, insomma, una regione sorprendente perché unica e diversissima al suo interno. Ed una di queste sorprendenti sensazioni è quella che riguarda la religiosità, in Calabria la fede è storia e la storia è intimamente fede.

Lo raccontano i luoghi della Magna Grecia, le costruzioni bizantine, il silenzio orante della Certosa, la straordinaria quantità di processioni, feste religiose, luoghi sacri e riti ancestrali, Santi e, paradossalmente, anche il susseguirsi di popoli, fedi, culture e dominazioni. E sempre in Calabria si consuma la ricerca di un difficilissimo equilibrio, quello tra la Chiesa d’Occidente e d’Oriente. Ma qui la fede non ha l’imponenza e “l’ostensione” che possono essere scorte altrove, eppure il contributo offerto alla storia della Chiesa Cattolica è notevole. Uno degli elementi, sconosciuti ai più, riguarda la “successione apostolica” espressione con la quale si indica l’ininterrotto susseguirsi di religiosi eletti al Soglio Pontificio, sono davvero molti i calabresi che, in tempi diversi, si sono ritrovati a guidare la Chiesa universale finendo per essere menzionati nel Liber Pontificalis la monumentale opera che raccoglie le biografie dei Pontefici romani.

Il primo calabrese divenuto Papa, l’ottavo dopo San Pietro, è San Telesforo che ha retto la Chiesa di Roma tra il 127-128 d.C. ed il 137-138 d.C.; è nell’attuale Terranova da Sibari dove una bellissima pala del 1600 conservata nella chiesa di S. Antonio lo celebra e ricorda. Istituì la “messa di mezzanotte”, la celebrazione di domenica della Pasqua, il digiuno per la Quaresima. In pochi sanno che uno dei canti più significativi della tradizione cattolica Gloria in excelsis Deo” fu introdotto da questo Papa calabrese e forse da lui stesso composto.

“A Roma, deposizione di San Telesforo, papa, che, come attesta sant’Ireneo, nominato settimo vescovo dopo l’Apostolo, subì un glorioso martirio” (Martirologio Romano)

San Telesforo

 

Altro calabrese divenuto Papa, il diciannovesimo, è Sant’Antero nato a Petilia Policastro e Pontefica per appena quaranta giorni. Fu eletto il 21 novembre del 235 d. C. e venne martirizzato dall’Imperatore Massimo Trace il 3 gennaio del 236 d.C. 

 

Sant’Antero

 

23 anni dopo Antero a diventare Papa è San Dionisio. Le origini sono incerte ma in molti ritengono che fosse conterraneo di Telesforo e nato dunque a Terranova da Sibari. La seicentesca pala d’altare conservata nella Chiesa di Sant’Antonio li celebra entrambi e nel paese della provincia di Cosenza ci si fa vanto di essere “terra dei due Papi”.

 

San Dionisio

 

Di San Giorgio Morgeto, in provincia di Reggio Calabria, è invece il trentunesimo successore di Pietro. Si tratta di Sant’Eusebio, Papa per pochi mesi nel 309 d.C., fu esiliato dall’Imperatore Massenzio e martirizzato in Sicilia.

Sant’Eusebio

 

Di carattere difficile, stando alle cronache, fu invece San Zosimo, nato a Mesoraca e divenuto Papa nel 417 d.C.; durante il suo pontificato si scontrò con molti vescovi e dovette cimentarsi nel contrasto ad una delle più pericolose eresie per la Chiesa cattolica, il Pelagianesimo.

 

San Zosimo


Sant’Agatone è invece il 79esimo Pontefice, nacque a Reggio Calabria ma il dato non è pacifico, in molti infatti individuano nella Sicilia ed in Palermo la sua terra d’origine.

Sant’Agatone

Leone II, ottantesimo Pontefice, condivide la stessa sorte di Agatone, di lui è incerto infatti il luogo di nascita tra Calabria e Sicilia. Di certo c’è fu un uomo dalla grande eloquenza, particolarmente erudito nella lingua latina e greca, impegnato nel sostenere le opere di carità.

Papa Leone II

Pochi anni dopo Giovanni VII° un altro calabrese è eletto al Soglio di Pietro, si tratta di Zaccaria originario di Santa Severina che dovette confrontarsi con i Longobardi governati dal mitico re Liutprando. Di Zaccaria questa è la descrizione nel Martirologio Romano: “Arginò la veemenza dell’invasione longobarda, indicò ai Franchi quale fosse il giusto governo, dotò di chiese i popoli germanici e tenne salda l’unione con la Chiesa d’Oriente, governando la Chiesa di Dio con somma accortezza e prudenza”.

Papa Zaccaria

 

Al pari di Agatone e di Leone II anche per Stefano III, eletto papa nel 768 d.C., è incerta l’origine tra la Calabria e la Sicilia. La tradizione lo vuole nato a Santo Stefano d’Aspromonte. L’antipapa calabrese.

 

Papa Stefano III

 

A Rossano nel 921 d.C. nacque da una famiglia greco-bizantina Giovanni Filogato. Fu legato al celebre San Nilo e costruì un solido rapporto con la principessa bizantina Teofano e l’Imperatore Ottone II che gli conferì, per i servigi resi all’Impero, il titolo di Abate di Nonantola, uno dei più importanti e potenti monasteri dell’Italia centrosettentrionale. Fu padrino dell’imperatore Ottone III che lo sostenne per ottenere la nomina a Vescovo di Piacenza. Nel 997 spodestato Gregorio V, Giovanni Filagato tradì Ottone III e si insediò a Roma come Papa con il nome di Giovanni XVI. Nello stesso anno a Pavia, allora capitale imperiale d’Italia, fu indetto un sinodo dei Vescovi che negò a Giovanni XVI di esercitare le funzioni papali riconoscendo, invece, come papa legittimo il deposto Gregorio V. Giovanni Filogato è ricordato dunque come antipapa.

 

Giovanni Filigato