25
Ago

La Calabria piange Nik Spatari

È scomparso Nik Spatari, al secolo Nicodemo Spatari. Il pittore, scultore e architetto di fama internazionale, classe 1929, è venuto a mancare a Mammola, la sua casa, il suo mondo.
Qui, infatti, nel 1969 diede vita – assieme ad Hiske Maas, divenuta sua compagna – alla sua “creatura” più bella e conosciuta al mondo: il Musaba (Parco museo Santa Barbara).
All’interno di quello che amava definire un progetto in itinere, presero posto opere uniche dell’arte contemporanea. Lo realizzò sui resti di un antichissimo monastero basiliano sul fiume Torbido, appunto a Mammola.
Ma il genio dell’artista scomparso oggi all’età di 91 anni era noto per le sue innumerevoli frequentazioni nelle principali gallerie d’arte del mondo. Un genio precoce sgorgato già in tenerissima età: a nove anni infatti vinse il suo primo premio internazionale di pittura dell’asse Roma-Tokio-Berlino. La perdita dell’udito ad appena 11 anni lo costrinse a formarsi praticamente da solo. Un autodidatta. Ma non si arrestò il suo genio. Anzi. Proprio per la sua tenacia si volle cimentare in diverse arti dalla scultura all’architettura. Poi i viaggi all’estero e il confronto con altri artisti e il suo trasferimento negli anni cinquanta a Losanna dove creò il prismatismo.
Ma è a Parigi che l’artista poliedrico fece il salto di qualità nel confronto artistico con geni assoluti del 900 come Jean Cocteau, Picasso e Max Ernst. Poi il rientro in Italia nel 1966 prima a Milano dove con Hiske Mass aprì una galleria d’arte ed infine il ritorno nella sua Mammola. Dove oggi si è spento. Lascia una voragine nella storia culturale e artistica non solo del nostro Paese.