06
Ago

Australiani ed inglesi pazzi della ‘nduja

Melbourne è a tutti gli effetti la capitale gastronomica italiana. Qui, come in molti paesi americani, la cucina è influenzata dalla cultura enogastronomica calabrese. Nel menù non mancano piatti tipici della tradizione, ma anche prodotti che fino a qualche anno gli australiani non conoscevano nemmeno, come la ‘nduja.

La rivista Gourmet Traveller, considerata nella terra dei Canguri, punto di riferimento in materia di cibo, vino e viaggi, dedica un interessante articolo alla ‘nduja: «Siamo ossessionati da questo salame calabrese». Morbido, piccante, spalmabile che – in Australia – viene consumato prevalentemente insieme ad una fetta di pane caldo con accanto dell’ottimo formaggio stagionato. Ma gli chef, utilizzano l’eccellenza di Spilinga anche per condire il sugo.

«Ha la forma di un pallone da calcio e avvolta in una rete, oppure in barattoli o pacchetti richiudibili».

La ‘nduja è senza confini ed anche Bloomberg si è chiesto perché sia improvvisamente apparsa in ogni menù dei più importanti ristoranti del mondo. «Perché è buona con tutto e sta bene con ogni piatto – racconta Jacob Kenedy del ristorante ‘Bocca di Lupo’ nei pressi di Piccadilly Circus, a Londra – assieme alla burrata, con i molluschi o sulla pizza». Nella capitale britannica, lavora da anni lo chef calabrese Francesco Mazzei. Nel suo ristorante, tra i quartieri di Carnaby e Mayfair, i piatti a base di ‘nduja sono inseriti nel menù dal 2006. «Il suo sapore è incredibile».

Chef Francesco Mazzei