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Apr

Jefferson, una storia di successo: l’amaro cosentino è il miglior liquore del mondo

Amaro Jefferson Cosenza premio

L’Italia è patria di vini straordinari ma c’è un settore di cui forse si discute poco, quello dei distillati e dei liquori.  Un’arte divenuta ormai tradizione e che riesce – soprattutto con gli amari – a unire e fondere storie, aromi e botaniche, dando vita ad un settore economico particolarmente importante.

Non c’è famiglia italiana che non ne abbia una bottiglia in casa, così come non c’è pranzo luculliano che non veda nell’amaro la sua conclusione, quasi come fosse un vero e proprio rito.

La Calabria gode di una storica e risalente tradizione: decine le etichette, tutti amari legati al territorio o collegati alla suggestiva presenza di antichi monasteri, frutto della sorprendente biodiversità calabrese, un ambiente che esalta e valorizza prodotti agricoli, essenze e piante officinali.

Alcuni di questi amari sono ormai player nazionali ed internazionali, altri si sono affacciati da poco al mercato conquistando però riconoscimenti ed attenzione. È il caso dell’amaro Jefferson prodotto dal vecchio magazzino doganale. Si tratta di un amaro classificato come premium, nel nome e nelle tecniche di lavorazione rivela la sua unicità ed il legame con la Calabria.

Quello dell’amaro prodotto da Ivano Trombino è una storia di successo, soprattutto dopo la conquista del premio World’s Best Liqueur, che ha visto Jefferson Amaro Importante posizionarsi in cima alla classifica specifica dei migliori liquori del contest World’s Drink Awards, che celebra il meglio del beverage mondiale con varie categorie che spaziano dalla birra al sidro, al mondo dei vini, sino ad arrivare al comparto degli spirits con varie sezioni.

Per la liquoristica Jefferson Amaro Importante ha messo a segno una doppietta, perché ha avuto la meglio sia nella graduatoria degli amari alle erbe che lo hanno portato al vertice della classifica globale dei liquori.

Quando ho saputo della vittoria del premio intorno alle 12.00 del 20 aprile – ha detto Trombino  –  mi sono davvero emozionato, tant’è che ho pianto sino alle 15.30 dalla gioia