06
Nov

Isola Capo Rizzuto nell’itinerario “Mediterranean Underwater Cultural Heritage”

La XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) si terrà a Paestum dal 25 al 28 novembre. Dalla Campania partirà la proposta di un Itinerario Europeo del Patrimonio Culturale Subacqueo del Mediterraneo, che coinvolgerà quattro regioni italiane e altrettanti Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.

Nel corso della 1ª Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo (venerdì 26 novembre al Tabacchificio Cafasso) sarà presentata ufficialmente la candidatura di certificazione dell’Itinerario Culturale Europeo “Mediterranean Underwater Cultural Heritage”, che coinvolgerà Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Grecia, Egitto, Israele e Turchia. In particolare, i siti archeologici subacquei di Baia Sommersa nei Campi Flegrei e Parco Sommerso di Gaiola (Campania); Isole Egadi, Pantelleria, Plemminio e Ustica (Sicilia); Egnazia, Isole Tremiti, San Pietro in Bevagna (Puglia); Capo Rizzuto (Calabria); Pavlopetri e Peristera (Grecia); Alessandria d’Egitto (Egitto); Cesarea Marittima (Israele); Kizlan (Turchia). L’Itinerario rappresenta una risorsa chiave per il turismo responsabile e sostenibile, rispondendo ai requisiti richiesti dal Consiglio d’Europa e con la considerazione che ci sono ancora pochi siti attrezzati e fruibili al pubblico, sia in Italia che nel resto del Mediterraneo. La richiesta di certificazione al Consiglio d’Europa ha, dunque, l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità del turismo archeologico subacqueo, che può offrire al viaggiatore un’esperienza inedita nel segno dell’archeologia.

La candidatura

La candidatura nasce da un’intuizione di Ugo Picarelli, Direttore e Fondatore della BMTA: «L’itinerario va a colmare un vuoto, dal momento che tra i 45 attualmente certificati non ce n’è uno dedicato all’archeologia ha spiegato Picarelli – Grazie all’archeologo Sebastiano Tusa, che nel 2004 ha istituito la Soprintendenza del Mare in Sicilia, ho compreso le grandi potenzialità di sviluppo turistico ed economico offerte dal patrimonio sommerso. La Sicilia vanta 23 itinerari in 16 località, frutto del grande lavoro di Sebastiano, ma è manchevole sul fronte dello sviluppo dei servizi turistici integrati nelle località di interesse per cui, almeno per adesso, non può offrire un vero prodotto turistico». Picarelli ha, poi, posto l’accento sulle opportunità offerte «da Baia Sommersa nei Campi Flegrei e dal Parco di Gaiola, a Napoli» che, con la mediazione di Fabio Pagano, Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Paolo Giulierini, Direttore del Museo Archeologico di Napoli (MANN), potranno innescare «un processo di sviluppo dei territori costieri campani noti per il patrimonio sommerso».