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Feb

Intimidazioni a Lamezia e in Calabria, G. Speranza (Sel): “Ministro Alfano consideri la Calabria questione nazionale”

“I ripetuti atti intimidatori che si sono verificati nei giorni scorsi a Lamezia e i segnali preoccupanti che giungono da diverse parti della nostra Regione ci mettono di fronte al dato strutturale della pervasività della presenza mafiosa”. Questo è quanto afferma l’ex sindaco di Lamezia Terme e attuale responsabile nazionale SEL Politiche per il Mezzogiorno, Gianni Speranza.

“E’ un dato su cui il governo nazionale e il Ministro degli Interni Alfano, che domani sarà in visita in Calabria, devono necessariamente soffermarsi: la visita del Ministro non produca solo clamore mediatico ma dia risposte concrete ed efficaci alla nostra regione, ai calabresi onesti vittima della sopraffazione e della violenza criminale.

A Lamezia nelle ultime settimane sembra di essere tornati agli anni bui del dominio del racket e delle intimidazioni. Sono state colpite diverse attività commerciali, molte delle quali hanno un forte valore simbolico per la nostra comunità.  Se è vero che rispetto al passato sono stati compiuti molti passi avanti, grazie al lavoro svolto in questi anni dalla Magistratura e dalle Forze dell’Ordine che hanno inflitto colpi di portata storica alle principali cosche del nostro territorio, c’è ancora tanto lavoro da fare perché all’azione insostituibile degli organi inquirenti corrisponda una mobilitazione generale della società  lametina e calabrese, contro ogni forma di connivenza e condizionamento delle forze criminali. La denuncia coraggiosa di Rocco Mangiardi ha rappresentato  un momento di grande rottura.

Rispetto al passato anche imprenditori della nostra città denunciano gli atti intimidatori agli organi inquirenti, un fatto di estrema importanza che richiede il sostegno di tutta la comunità. Tuttavia manca   ancora un’adeguata reazione della società civile e della politica.Se persistono le zone grigie, i silenzi e l’atteggiamento di voltarsi dall’altra parte, le operazioni della Magistratura e delle Forze dell’Ordine non basteranno  a sradicare definitivamente la mafia e la mentalità mafiosa dalla nostra comunità.

Domani il Ministro Alfano verrà a visitare una regione dove i magistrati sono continuamente sotto attacco; dove i giornalisti che tentano di raccontare quello che succede rischiano la vita; dove gli amministratori pubblici che non si piegano alle logiche del malaffare, vengono colpiti anche nella loro sfera familiare; dove gli imprenditori non sono liberi di svolgere le loro attività; dove addirittura viene minacciata una figura nazionale come il procuratore Gratteri. La visita del Ministro non sia un’occasione per fare clamore, ma per affrontare la questione calabrese come questione nazionale. A cominciare da risposte adeguate rispetto alle inaccettabili carenze di personale in alcuni uffici giudiziari, che hanno un ruolo chiave nella lotta alla criminalità organizzata, e da maggiori dotazioni di uomini e mezzi per le  indagini delle forze di polizia.

Su queste questioni il governo nazionale deve dare subito delle risposte, alla Calabria e ai calabresi. Facciamo fruttificare quei semi positivi di cambiamento che in tante parti della nostra Regione sono nati in questi anni per scrivere una nuova e positiva pagina per questa terra.”