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Lug

Inchiesta Outset: omicidi, intrighi e scambi di “favori” fra clan

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Una storia di loschi intrecci, di rapporti consolidati di amicizia e di tanti favori.

Dettagli emersi dalle carte dell’inchiesta “Outset” che, nelle scorse ore, ha portato al fermo di 8 persone. Fondamentali, per le indagini, le tantissime informazioni e i riscontri dei collaboratori di giustizia. (LEGGI LA NOTIZIA)

Così come nel caso dell’omicidio di Mario Franzoni – ucciso il 21 agosto del 2002 con 6 colpi di pistola a Porto Salvo: tra i primi a raccontarne i dettagli è stato il pentito di Lamezia, Giuseppe Giampà, ex reggente dell’omonima cosca, convocata per vendicare un grave affronto che lo stesso Franzoni avrebbe commesso nei confronti dei figli dell’imprenditore edile, Franco Barba, puntando loro una pistola in faccia e colpendoli in volto con la stessa arma.

Proprio Barba, aveva incaricato, per conto della cosca Lo Bianco, Mantella e il suo sodale Francesco Scrugli di far fuor Franzoni. Ma è in questa circostanza che salta fuori “l’amicizia” fra i due clan: Mantella chiama i Giampà e, in cambio del favore, il gruppo criminale da lui guidato avrebbe poi dovuto uccidere Pasquale Torcasio detto “Carrà” e Francesco Zagami, esponenti della cosca avversa dei Torcasio.

Uno scambio di favori e di mezzo c’è anche un costoso regalo, due villette, una per Mantella e l’altra per Scrugli promesse dallo stesso Barba. (LEGGI LA NOTIZIA)

E come racconta l’altro collaboratore, Andrea Mantella, dopo il delitto l’imprenditore mantenne effettivamente la parola e pagò il suo compenso. Costruzioni allo stato rustico, in località Cervo di Vibo Valentia, perché Franco Barba le aveva realizzate abusivamente e, quindi, sottoposte a sequestro in due diverse circostanze, una delle quali dai vigili urbani. Alcuni di loro, secondo il gip, erano però contigui alla consorteria criminale di appartenenza di Mantella e prendevano la “bustarella” facendo finta, in cambio, di non vedere le illegalità.

Mantella racconta che i vigili in un primo caso avevano fatto finta di non aver trovato nessuno, lasciando intendere che sarebbero dovuti intervenire successivamente in quanto costretti a farlo, quando fosse stato completato il rustico, compreso il tetto, mettendo così i proprietari nelle condizioni di beneficiare del condono che era ormai prossimo: Mantella poi pagò 18 mila euro per condonare la costruzione abusiva.

Vigili “amici” dunque: tra loro c’era un certo Nicola originario di Piscopio che in più di una circostanza offriva “soffiate” a Mantella, come quella volta in cui lo informò che il personale della Questura stava facendo foto al suo immobile dal castello.

Insomma, un vasto giro di affari e di favori sui cui la Dda di Catanzaro ha definitivamente fatto luce.