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In fuga dalla Calabria: la solita retorica o terra senza speranza?

Calabria fuga

In fuga dalla Calabria per ritornare alla vita di sempre, ad una routine lontana dalla propria terra di origine.

È il destino – in alcuni casi scelto – di migliaia di persone tra studenti e lavoratori che ieri hanno affollato, in giro per la Calabria, pullman e treni diretti altrove.

In pochi minuti le immagini, emblema di una generazione in fuga, hanno fatto il giro del web, scatenando l’ira, lo sdegno e la delusione dei tanti che, davanti ai pc e con gli occhi sugli smartphone hanno espresso la loro indignazione.

Tocca affrontare la realtà e fare i conti, forse, con il fallimento di chi, in questi anni, ha mancato l’obiettivo principale: quello di rendere la Calabria un posto appetibile, in grado di offrire soluzioni concrete di crescita e sviluppo.

Un’immagine che si ripete da anni, decenni e che risalgono al secolo scorso e, nella sostanza, poco o nulla è cambiato in tutto questo tempo: dalla Calabria si va via per cercare qualcosa, qualcosa di meglio e concreto che, evidentemente, questa terra, al netto di ipotesi e teorie, ancora non è in grado di offrire.

Ma la Calabria non è tutta qui: il destino di questa regione non finisce con la partenza di centinaia di pullman. C’è ancora una speranza, ci sono i semi piantati da chi con tenacia e coraggio da tempo ha deciso di investire la propria vita in Calabria: tanti giovani imprenditori, infatti, hanno fatto i conti con le insidie di questa terra uscendone a testa alta.

Tanti giovani hanno scelto le università calabresi di Rende, Catanzaro e Reggio Calabria per formarsi e trovare insieme una via che porti, nel futuro prossimo, alla crescita definitiva di questa regione troppo spesso maledetta. Sono tanti gli attori in campo e, ognuno, dovrà recitare il proprio ruolo per ridare lustro e dignità alla Calabria.