06
Dic

Il Pd sceglie il silenzio, i sostenitori del “No” chiedono le dimissioni di Oliverio

La vittoria schiacciante del No al referendum costituzionale ha rotto – come ampiamente prevedibile – gli equilibri già instabili all’interno del Partito Democratico. Il voto degli italiani ha “costretto” il Premier Renzi a fare un passo indietro, con il 67% dei calabresi che ha votato contro una riforma sostenuta dai vertici dem. Su tutti dal governatore della Calabria, Mario Oliverio e dal segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno.

In queste ore, a far notizia, è soprattutto il silenzio dei democratici mentre a far la voce grossa sono i sostenitori del No, quasi tutti decisi a mandare a casa i rappresentanti del governo calabrese.

E se fino a pochi giorni fa, il Pd – nonostante dissensi ed evidenti spaccature interne – non lasciava spazio in Calabria ad altre possibili soluzioni per la guida politica regionale, ora la situazione sembra ribaltarsi a favore della destra e dei grillini.

Si apre, dunque, una nuova fase politica per il Sud e soprattutto per il Pd calabrese. Magorno resterà segretario regionale, salvo ulteriori e clamorosi dietrofront di Renzi, che potrebbe ma non dovrebbe abbandonare la segreteria del partito. Di parere opposto il senatore IDV, Francesco Molinari che parla di dignità ed invita Oliverio ed i suoi a compiere un passo indietro, ammettendo il fallimento della Giunta.

Insomma, la risposta del Sud agli appelli di Renzi è stata chiara. Un risultato che deve necessariamente far riflettere per un ripensamento sulla questione meridionale.