02
Nov

Il fagiolo poverello bianco di Mormanno

Tra le Regioni che maggiormente hanno dispiegato il loro impegno per la promozione ed il riconoscimento dei propri prodotti agroalimentari, la Calabria occupa un posto di tutto rispetto. Il fagiolo Poverello bianco, ad esempio, coltivato nell’area del Pollino, è uno dei prodotti agroalimentari della tradizione calabrese che è opportuno valorizzare. Il legume è un ecotipo del Phaseolus vulgaris e si coltiva principalmente nei comuni di Mormanno, Laino Castello e Laino Borgo in provincia di Cosenza, all’interno del Parco Nazionale del Pollino.

E’ in queste aree che il Poverello bianco si è adattato all’ambiente pedoclimatico. Tra le caratteristiche peculiari osservate vi è da dire che su questo fagiolo non sono stati riscontrati gli attacchi parassitari che, negli stessi ambienti, si verificano su altri tipi di fagioli. La tecnica di coltivazione attualmente in uso, consiste in operazioni in parte meccanizzate e in parte manuali. Si prepara il terreno e si procede alla semina, entro la prima metà del mese di giugno, in postarelle (fossarelle), deponendo da 5 ad un massimo di 12 semi per postarella. Le postarelle di forma quadrata con lato di circa 30-40 cm, vengono disposte a file e distanziate 60 – 80 cm una dall’altra e lungo la fila quasi contigue. Negli ultimi anni, in alternativa a questa tecnica si sta diffondendo la semina a file distanziate circa 100-150 cm e in alternativa ai paletti si dispone una rete di plastica sostenuta da pali più robusti.

La raccolta dei baccelli secchi è manuale ed avviene generalmente nel mese di ottobre o inizio novembre perché la maturazione dipende dall’andamento climatico, dall’epoca di semina e dall’altitudine. Alla realizzazione della resa in granella contribuiscono la fertilità del terreno, l’epoca di semina e l’andamento climatico. Le rese vanno da un minimo di 10-12 quintali ad un massimo di 18-20.

(fonte: Luigi Gallo – ARSAC)