26
Ott

Il caos che governa la Camera di Commercio di Cosenza

Il membro della Giunta della Camera di Commercio di Cosenza Pietro Tarasi ha votato contro la relazione previsionale 2014. Come si legge in un articolo pubblicato sul “Parlamentare.it”, ciò accade in un momento difficile che la CCIAA di Cosenza sembra stia attraversando a causa di una serie di ricorsi al TAR presentati dalle organizzazioni di categoria avverso un decreto della Regione Calabria nel quale – come afferma lo stesso Tarasi – si davano pesi e misure per poter riorganizzare e ridare rappresentanza all’Ente Camerale. Pietro Tarasi che rappresenta una parte importante della provincia di Cosenza come Confcommercio, Coldiretti, Casa Artigiani, CNA, Confapi e altre, si chiede come sia possibile impegnare preventivamente un bilancio con una Giunta, senza un opportuno coinvolgimento del Sistema delle Imprese locali. Non essendoci  una corrispondenza tra la rappresentanza e la Giunta – ha dichiarato Pietro Tarasi – non si può pensare di prevedere il futuro.“Tra le ragioni che hanno provocato il mio voto contro l’approvazione del Bilancio preventivo 2014 – ha dichiarato Pietro Tarasi  – vi è la completa assenza di risultati, almeno dichiarati. Nel senso che nella relazione previsionale e programmatica sono state dette le cose fatte. Su quello che sia stato fatto – continua il Consigliere Tarasi –  un  mero elenco ci può state e no, ma sicuramente i risultati debbono essere dei dati di cui non mi pare avere letto traccia. Ciò sta a significare, e questa è la cosa più grave – conclude il Consigliere Pietro Tarsari – che questa consiliatura ha segnato il passo e ha avuto certamente qualche problema: uno su tutti il fallimento della Banca di Garanzia che sicuramente la dice tutta sulle politiche di accesso al credito dell’Impresa in un momento in cui l’accesso al credito è fondamentale. Questo basta e avanza per dire basta al passato ma cambiamo anche il futuro”.

Una Banca di Garanzia fallita, gli auspici del Presidente Giuseppe Gaglioti (dopo un importantissimo sostegno finanziario erogato in occasione del Vinitaly 2013) di dare vita insieme alla Provincia di Cosenza all’Enoteca di Calabria che fosse anche sede dell’Accademia del Magliocco che la Provincia, invece, pare abbia realizzato tenendo fuori la CCIAA di Cosenza. A ciò si aggiungano importanti progetti iniziati e mai finiti a causa di mesi e mesi di ritardo procurati da indecisioni e inesattezze compiuti dalla stessa Camera di Commercio di Cosenza, pare siano solo alcuni degli ingredienti di un’Azienda che effettivamente deve trovare il modo di guardare avanti rispettando i lavoratori che, in fondo, la compongono.

Pare che il fermento nella CCIAA di Cosenza non si estingua solo al lamento di Pietro Tarasi e delle molte Istituzioni che il Consigliere rappresenta.A proposito di importanti progetti incompiuti, ad esempio, da quanto risulta alla nostra Redazione interessata al caso, ci saranno presto novità che verranno – assai probabilmente – condivise con l’opinione pubblica a mezzo conferenza stampa telematica. Secondo le indiscrezioni, infatti, una Fondazione dal prestigio riconosciuto in ambito internazionale pare abbia deciso di rendere di dominio pubblico un’assurda esperienza vissuta nella mura della CCIAA di Cosenza da un anno a questa parte. La nota Fondazione avrebbe deciso di portare fuori dalle mura camerali la questione proprio per far si che i problemi creati da questioni interne agli Enti Camerali non finiscano per nuocere alle istituzioni che sviluppano progetti per il bene comune a danno, tra l’altro, dello sviluppo economico dello stesso territorio. Un paradosso che, a parere della Fondazione, dovrà essere sviscerato perché evidenzia un malessere interno che senza interventi di rinnovamento, rischia di compromettere il futuro dell’economia locale, oltre che sprecare danari dei contribuenti. La stessa CCIAA di Cosenza – infatti – avrebbe ammesso di recente di avere commesso un errore grave che sarebbe causa del fermo del progetto che si svolge, tra l’altro, con l’Adesione del Presidente della Repubblica. Questo è certamente un validissimo motivo per cui vale la pena di spiegare cosa c’è che non va.