26
Ott

Gli alberi monumentali sono i migliori conoscitori dei nostri paesaggi

 

Nel 1982 il Corpo Forestale dello Stato avviò il primo “Censimento nazionale degli alberi di notevole interesse”, per individuare e catalogare le piante singole o in gruppi, che presentavano alcune caratteristiche particolari: dimensioni eccezionali rispetto alla specie, forme singolari, qualità estetiche e valore storico.

I dati ufficiali del registro nazionale degli alberi monumentali oggi ce ne restituiscono una consistenza sottostimata: “In Italia, tenendo conto degli ultimi aggiornamenti, risultano censiti circa 3400 alberi monumentali, 295 per la Sicilia, 460 per la Calabria. Ho fatto una mia stima del patrimonio, su base oggettiva, tenendo conto dei vari censimenti locali e di diversi studi scientifici pubblicati: in Italia dovremmo avere almeno 13500 alberi monumentali”. (Prof. Rosario Schicchi – Ordinario di Botanica sistematica presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università di Palermo).

Agli alberi monumentali si legano antiche leggende, come nel caso del cipresso che sorge in prossimità del Convento di S.Maria di Gesù a Palermo. Si crede che esso si sia sviluppato da un bastone che San Benedetto il Moro aveva infisso nel terreno: “Al di là della credenza popolare, con analisi dendrocronologiche si è attribuita all’albero un’età di circa 450 anni, compatibile con la leggenda, essendo la morte di Benedetto avvenuta nel 1589”.

Il Prof. Schicchi si è soffermato anche sulle caratteristiche degli alberi forestali più rilevanti della Sicilia, a partire dal cerro-sughera di Serra Travetto, la sughera monumentale di Bosco Cava (Geraci Siculo), le sughere di Bosco Sugheri, tutti nel territorio delle Madonie. Nell’isola si trova il leccio più grande d’Italia, nell’ambito del Parco delle Madonie, in località Piano Zucchi (Isnello, PA).

“Quercus ilex è la pianta forestale più straordinaria del Mediterraneo si adatta molto facilmente e la trovate ovunque, radicata in tutti i tipi di suoli e in una fascia altimetrica molto ampia. In alcune aree della Sicilia ha spesso grandi dimensioni, grazie anche ad usi civici che ne vietavano il taglio”.

 

Alcuni alberi si distinguono per il portamento e l’architettura della chioma, come l’ilice di Carrinu, sito a Zafferana Etnea (CT) nel Parco dell’Etna, la roverella del Vallone del castello della Pietra, nel territorio di Trapani, o il tasso monumentale del Bosco della Tassita (Caronia, Parco dei Nebrodi). In Sicilia, dimensioni imponenti sono raggiunte anche dagli aceri: l’esemplare più grande d’Italia è proprio l’Acerone delle Madonie, con una circonferenza massima di oltre 16 metri. Qui si trova anche un bosco che non ha uguali in Europa: quello degli agrifogli di Piano Pomo.

“Vi osserviamo l’unica forma di innesto naturale, quella per approssimazione. Battuti dal vento i fusti si sfregano reciprocamente fino a portare a nudo il tessuto cambiale. Quindi si formano calli di cicatrizzazione che saldano in diversi punti le piante tra loro. Più di trecento agrifogli scambiano linfa e si comportano come un unico grande albero”.

Gli orti botanici sono altri luoghi privilegiati dove poter osservare gli alberi monumentali. Proprio nell’Orto botanico di Palermo, diretto dal Prof. Schicchi, si trova l’albero più grande d’Europa: un ficus macrophylla f. columnaris la cui circonferenza misura oltre 48 m, con una chioma che copre una superficie di circa 3000 metri quadrati.