23
Nov

Gizzeria: la brutta storia che ha sconvolto un’intera comunità – INTERVISTA

Gizzeria

“In trent’anni di attività professionale non ho mai visto una cosa del genere”. Queste le parole sconvolgenti del procuratore capo di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, in riferimento alla triste storia di violenze e abusi, vissuta da una romena 29enne e dai suoi due figli, perpetratasi per dieci lunghi anni in una baracca nelle campagne di Gizzeria. (LEGGI LA NOTIZIA)

Una vicenda assurda, fuori dal tempo, che ha sconvolto non solo la piccola comunità catanzarese, ma è balzata subito agli onori della cronaca nazionale, per via di queste immagini shock, che non hanno bisogno di molte spiegazioni.

Maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata: queste le accuse in base alle quali i Carabinieri della compagnia di Lamezia Terme hanno eseguito il fermo nei confronti del 52enne, Francesco Aloisio Giordano, ritenuto responsabile di tali atrocità, commesse, per dieci lunghi anni, ai danni della convivente ed alla presenza dei figli minorenni di 9 e 3 anni.

Una storia che ha sconvolto esponenti politici e ha provocato lo sdegno del Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, che in una nota chiede se qualcuno, tra vicini e servizi sociali, era a conoscenza di quanto accadeva nella baracca dell’orrore.

“La violenza non ha né cultura, né stratificazione sociale, né etnia”, ha commentato invece l’onorevole Jole Santelli, che confida, per la complessità della vicenda, nel lavoro della magistratura. Vicinanza alle vittime degli abusi è stata espressa dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.

Intanto, ai nostri microfoni, ha parlato anche Pietro Tribuzio, comandante dei carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme: