23
Feb

Gaglioppo, il Rosso della Calabria

Che la Calabria sia una regione enologica è consapevolezza diffusasi a livello nazionale ed internazionale solo nel corso degli ultimi 15 anni, prima era considerata una regione dove si producevano sì vini ma di scarsa qualità.
Un vero peccato a ben pensare, soprattutto se si considera che questa è la terra definita Enotria e non a caso, nella zona di Cirò Marina, l’antica Krimisa,  i primi colonizzatori greci fecero diventare Sibari  centro essenziale per la produzione del vino; un vino chiamato Krimisa e che veniva esportato in tutto il mediterraneo
Ed è proprio di derivazione greca il vitigno che si diffuse in Calabria, parliamo del Gaglioppo, un vitigno autoctono a bacca nera che è oggi la varietà più diffusa; elemento fondamentale del celebre Cirò, il Gaglioppo è rintracciabile nei vini rossi della regione.
Il nome pare derivi da un’espressione dialettale utilizzata per indicare il pugno chiuso, metafora in questo caso che si riferisce alle caratteristiche dei grappoli del vitigno.
Il Gaglioppo è oggi il vitigno d’eccellenza della Calabria con coltivazioni tra le province di Cosenza e Catanzaro e – soprattutto – a Crotone in particolare nell’area del cirotano, luogo d’elezione della produzione vinicola.
A Cirò il Gaglioppo sprigiona tutte le sue potenzialità, la zona è una delle più calde d’Italia, ha un clima secco sulla costa e più piovoso con escursioni termiche risalendo verso la collina; il vitigno resiste bene alla siccità, alle gelate e si adatta a terreni con salinità elevata.
Si ottiene un vino rosso rubino con sfumature granate, al naso si avvertono note di frutta rossa matura, di ciliegie e marasche, accompagnate da profumi  di violetta e speziate di liquirizia.
E’ un vino strutturato al palato, con un tannino vellutato ed un finale persistente.
Quanto agli abbinamenti il Gaglioppo si esalta con primi piatti elaborati, taglieri di formaggi stagionati, salumi e carni alla griglia.