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Lug

Fresca e dissetante: l’originale Anguria calabrese

E’, in assoluto, il frutto dell’estate. Fresco, dissetante e con sole 20 calorie per 100 grammi.  E’ l’anguria o, tecnicamente, Citrullus lanatus. Diciamolo subito però, sull’anguria è un festival di nomi , molti dei quali legati al suo contenuto, alla sua forma, al dialetto del luogo in cui viene prodotta. In Calabria è nota come “maluni d’acqua” ma ancor di più, soprattutto a Reggio Calabria, come “zipangulu”; un antico indovinello ce lo descrive: “È tundu e non è mundu, è russu e non è focu, è acqua e non è funtana. Chi j’è? U zzipangulu” che tradotto vuol dire “è tondo ma non è il mondo, è rosso ma è il fuoco, è acqua ma non è fontana. Che cos’è? L’anguria”.

La pianta dell’anguria appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae e della sua coltivazione si ha notizia sin dagli Egizi. Il fusto è strisciante e produce molti frutti dalla forma ovale o tonda, le angurie possono essere anche pesanti più di 20 chili. L’ anguria ha una corteccia piuttosto dura dal colore verde acceso striato, le due principali varietà diffuse in tutto il mondo sono Anguria Crimson Sweet, in Italia è quella predominante, e la Sugar Baby; quanto alle specificità italiane possiamo trovare il cocomero di Pistoia e di Faenza, la Romagnola, il gigante di Fontarronco. Va detto che su questo frutto, sugli innesti, sui semi ci sono state e ci sono molte sperimentazioni che, in qualche modo, ne alterano o cambiamo consistenza, contenuto e sapore il tutto legato alla ricerca di una più forte produttività delle piante. A livello mondiale oggi la coltivazione dell’anguria è particolarmente diffusa in Russia, Turchia, Brasile e Stati Uniti, in Italia la superficie maggiore è in Emilia Romagna, nella nostra regione, invece, pur con quantità non proprio consistenti il dato che emerge è quello della qualità fortemente condizionata in positivo da un clima favorevole.

Questo frutto ha grandi proprietà diuretiche essendo composto da acqua per il 94%, per il resto tra proteine, fibre, vitamine; in pochi sanno che il colore rosso viene determinato dalla stessa sostanza che si trova nei pomodori o nei peperoni, il licopene che ha qualità antiossidanti.

 Per l’assenza di grassi viene associato all’ananas per combattere la cellulite, per alcuni poi se consumato in grandi quantità avrebbe anche proprietà afrodisiache. Ed infine le curiosità legate alla scelta ed al consumo dell’anguria. Perchè un anguria sia buona la sua buccia deve essere tesa, per verificarlo basta grattarla un po, se si stacca va bene, altro metodo molto diffuso è quello di battere l’anguria con le nocche della mano e sentirne il suono. Se è nitido l’anguria è matura. Se poi si presta attenzione al punto esatto in cui l’anguria è stata appoggiata si potrà facilmente verificare lo stato di maturazione, se il colore tende al giallo il frutto è maturo. Noi ne buttiamo via la buccia, in alcuni luoghi era parte fondamentale delle “pietanze” servite ai maiali; ma in alcuni luoghi, la buccia è cucinata e commestibile; negli stati Uniti la si fa macerare in salamoia, poi viene cotta con zucchero, aceto, acqua e spezie e conservata in barattoli, in Cina invece viene saltata in padella con olio, aglio, peperoncino, scalogno, zucchero e rhum.