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Giu

Il fiume Savuto: la morte della Regina di ritorno e del Re spodestato

L’acqua scorre di continuo, a volte impetuosa, a volte tranquilla, sempre veloce però come sembra indicare il nome greco del fiume Savuto.
E’ un corso d’acqua ricco di fascino e mistero, lo attraversa il Ponte di Annibale e lungo il suo percorso tutto è straordinariamente affascinante.
Le due storie che raccontiamo oggi si situano a metà strada, tra storia e leggenda.
La prima evoca un nome passato alla storia dell’umanità, è Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi; dal matrimonio con la prima moglie Costanza d’Aragona nacque nel 1211 Enrico VII che ancora bambino fu nominato Re di Germania.
Il “piccolo” re ebbe sempre un rapporto conflittuale con l’impegnativo padre che, nel 1240, decise di farlo rinchiudere, Enrico VII aveva compiuto diversi passi falsi e cosi finì in manette nella fortezza di Heidelberg; condannato a morte ricevette il perdono di Federico II e la pena fu trasformata nel carcere a vita da scontare in diverse fortezze.
A questo punto la storia si intreccia con la leggenda.
Enrico VII fu imprigionato a Nicastro, la leggenda vuole che durante il trasferimento verso il castello di Martirano, sottraendosi alla vigilanza delle guardie, si gettò da cavallo sfracellandosi in un dirupo del fiume Savuto; altra versione, ma sempre con lo stesso esito: Enrico, scappò dal Castello di Nicastro ma fu riacciuffato e imprigionato a Martirano, nel trasferimento verso S. Marco si lanciò o cadde in un dirupo.
Recenti studi avrebbero accertato che, in realtà, Enrico VII, passato alla storia come “lo Sciancato”, morì di malattia in carcere a Martirano.
Le sue spoglie furono collocate all’interno del Duomo di Cosenza, riutilizzando un magnifico sarcofago di marmo greco del III secolo.

 

 

Sempre il fiume Savuto fa da sfondo alla morte di un’altra testa coronata: è Isabella d’Aragona regina di Francia, moglie di Filippo l’Ardito e madre di quel Filippo IV il Bello che duellò a lungo con Papa Bonifacio VIII ed ottenne dal Clemente V il trasferimento della sede papale ad Avignone e l’annientamento dell’ordine dei Templari.
Nel gennaio del 1271 Isabella d’Aragona, rientrando dalle crociate ed incinta, attraversò a cavallo il fiume Savuto nei pressi di Martirano, cadde ed in gravi condizioni fu trasportata a Cosenza dove morì. Il corpo della regina fu seppellito nel Duomo di Cosenza, le ossa nella Basilica di Saint-Denis in Francia.