29
Mag

Fatture false, fondi distratti e riciclaggio: la ricostruzione delle presunte attività illecite di Giuseppe Cosentino

Catanzaro Calcio

Con l’operazione “Money Gate” portata a termine dagli uomini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, su ordine del Tribunale di Palmi, è stata disposta la misura restrittiva personale nei confronti di 8 persone, fra cui anche il presidente del “Catanzaro Calcio 2011 Srl”, Giuseppe Cosentino e amministratore della società “GICOS IMPORT-EXPORT S.r.l.”, di Cinquefrondi (RC), ristretto agli arresti domiciliari.

Sono stati inoltre sottoposti agli arresti domiciliari anche la figlia Ambra, la dipendente della società Carmela Alì Santoro e il promotore finanziario milanese Stefano Noschese. Disposto, invece, l’obbligo di dimora per Mariella Viglianisi, Marco Pecora, Caterina Zito e Simona Tedesco, tutti dipendenti della Gicos.

L’accusa, a vario titolo, è di associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro in danno della “GICOS IMPORT-EXPORT S.r.l.”.

Il provvedimento eseguito in data odierna scaturisce dall’avvio – nel giugno del 2011 – di una verifica fiscale da parte dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria nei confronti della predetta “GICOS”, nel cui ambito erano emerse numerose irregolarità in relazione alla presenza di anomale transazioni finanziarie verso l’estero nonché ad un ingente utilizzo di denaro contante.

Le attività investigative, condotte anche grazie alle intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno acclarato l’esistenza di un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità e finalizzata alla commissione dei reati di appropriazione indebita, di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, di dichiarazione infedele, nonché di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, composta dal dominus Giuseppe Cosentino, dalla figlia Ambra, dai dipendenti Mariella Viglianisi, Marco Pecora, Caterina Zito e Simona Tedesco, Carmela Alì Santoro, Gessica Trimarchi e il promotore finanziario milanese Stefano Noschese.

È stata inoltre accertata, a vario titolo, la commissione di ulteriori delitti di riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte – tra gli altri – della stessa moglie di Cosentino, Francesca Muscatelli, di due cittadini elvetici, amministratori di società fiduciarie svizzere e di alcuni rappresentanti legali di imprese commerciali che hanno emesso fatture false.

Nel dettaglio, secondo le indagini, Cosentino – in qualità di rappresentante della Gicos, si sarebbe appropriato in maniera indebita di 8.873.664,56 di euro.

Diversi i meccanismi messi in campo e ricostruiti dalle fiamme gialle. In particolare è emerso che la GICOS, negli anni d’imposta 2006, 2007 e 2008 si è avvalsa di fatture false per quasi 2 milioni di euro. La maggior parte di dette fatture sono state emesse da una società con sede negli Stati Uniti che ha effettivamente ricevuto i pagamenti dovuti. Gli accertamenti hanno tuttavia dimostrato che pochi giorni dopo l’avvenuto accredito delle somme, le stesse venivano restituite (trattenendo una percentuale intorno al 5%) con bonifico su una serie di conti correnti in Svizzera intestati a società con sede in paradisi fiscali (Isole Vergini Britanniche, Panama, ecc.) di fatto riconducibili a Giuseppe Cosentino.

Ci sarebbero, poi, i proventi derivanti da “vendite in nero”, fatti transitare sui conti correnti aperti da dipendenti della GICOS al fine di essere prelevati in contanti (prevalentemente con banconote del taglio di €. 500), successivamente versati sui conti correnti personali di Cosentino Giuseppe e dei suoi familiari, o depositati in cassette di sicurezza intestate a Cosentino e alla figlia Ambra e trasferiti in Svizzera su conti a lui riconducibili.

Inoltre, dopo le specifica attività rogatoriale con la Svizzera, è emerso  che in quel Paese sono stati effettuati, nel periodo 2006/2011, versamenti di contanti per €. 4.059.580,00. Di questi, 1 milione è stato versato in contanti in data 05.10.2011 su un conto corrente cifrato denominato “cioccolato” riconducibile a Ambra Cosentino.

Al riguardo, gli accertamenti hanno fatto emergere che dette somme sono state successivamente trasferite, in data 26.01.2012 su un conto corrente, sempre in Svizzera di una ulteriore società estera, quindi convertite in franchi svizzeri e trasferite su un ulteriore rapporto bancario il 03.01.2013, ed infine trasferite su un c/c localizzato alle Bahamas.

Oltre a tali somme, Giuseppe Cosentino risulta, altresì, aver rimpatriato – nell’ambito del c.d. “scudo ter” – l’importo di € 2.320.504,92 proveniente da un rapporto finanziario acceso presso un istituto di credito di Hong Kong.

Secondo gli accertamenti effettuati dai militari, infine, il Cosentino ha omesso di dichiarare – per gli anni d’imposta dal 2006 al 2011 – redditi per oltre 7,3 milioni di euro.

A margine, si segnala che al Cosentino, quale Presidente della società “Catanzaro Calcio  2011 Srl”, è stato contestato il reato di frode sportiva di cui all’art. 1 della L. 401/1989 in relazione ad una partita di calcio della Lega Pro prima divisione girone “B” del Campionato Italiano, disputata nella stagione 2012/2013.

Infine, il sequestro preventivo di somme di denaro pari a € 4.000.000,00 circa, è stato disposto così:

1) €. 1.218.551,50 nei confronti di Giuseppe Cosentino;

2) €. 1.000.000,00, nei confronti di Ambra Cosentino;

3) €. 1.081.039,50, nei confronti di Ambra Cosentino e Francesca Muscatelli.

4) complessivi €. 738.415,77, nei confronti di Mariella Viglianisi, Marco Pecora, Caterina Zito, Simona Tedesco, Gessica Trimarchi.