21
Giu

Eremiti in Calabria: lontani dal mondo, immersi nella vita

La storia di Frédéric Vermorel, nato in Francia nel 1958 e laureato in Scienze politiche a Parigi, inizia con la frequentazione della comunità di Taizé. Sosta nel Sahara per un certo periodo sulle orme di Charles de Foucauld che proprio nel deserto, ai confini dell’Algeria, venne ucciso ad opera di una banda di predoni, ignoravano gli assassini che il “tesoro” del Visconte (tale era di nascita) era “solo” la sua fede.

«Vorrei essere buono perché si possa dire: Se tale è il servo, come sarà il Maestro?» Charles de Foucauld

Padre Frederic ripercorre quei passi e nel 1984 a diventare membro della fraternità monastica di S. Maria delle Grazie a Rossano Calabro, nel 2003 scopre nella Vallata dello Stilaro l’antico romitaggio abbandonato di Sant’Ilarione a Caulonia, lo sceglie come luogo in cui vivere in un silenzio orante ed operoso.

In disparte, ma non isolato, Padre Frederic fa rivivere l’eremo (abbandonato nel lontano 1952 dall’ultimo monaco) ed oggi racconta in un libro questa straordinaria esperienza “Una solitudine ospitale – Diario di un eremita contemporaneo“.

In Calabria gli eremiti hanno trovato da sempre la loro dimensione, sarà per la storia o anche per i luoghi che sono “facilmente irraggiungibili”; qui è possibile il nascondimento, il rapporto con la natura che parla e rimanda direttamente ad una incorrotta creazione, la preghiera che non soffre disturbi, il silenzio non interrotto.

La Calabria è da sempre terra di “isolati in preghiera” in luoghi che consentono oggi visite consapevoli, riflessioni compiute, sguardi colpiti dalle suggestioni della natura e della storia.