09
Set

Dia, relazione semestrale 2014: giochi on line e narcotraffico, ecco gli affari della ‘ndrangheta

“Resta vivo l’interesse della criminalità organizzata verso i settori tradizionali del controllo del gioco d’azzardo, dei videogiochi e della gestione delle sale scommesse”. Lo evidenzia la Relazione sull’attività svolta e i risultati conseguiti nel secondo semestre 2014 della Direzione Investigativa Antimafia, presentata in Parlamento. Secondo la Relazione “anche il settore del gioco d’azzardo, tramite una grande disponibilità di denaro liquido e radicamento nel territorio, permette al crimine organizzato di offrire molteplici ‘servizi’.

I sodalizi, attraverso dei prestanome, ottengono concessioni di sale bingo e punti scommesse, impongono ai commercianti l’installazione di videogiochi truccati, si inseriscono nel segmento del gioco d’azzardo online riciclano denaro sporco e acquistano partite di biglietti vincenti in modo fraudolento, concedono prestiti ai giocatori, con cospicui e rilevanti introiti, arrivando persino a condizionare veri e propri eventi sportivi al fine di massimizzare i propri ricavi connessi al circuito delle scommesse clandestine.

Non solo giochi illeciti. La criminalità calabrese, è attore principale del narcotraffico internazionale. Se le scommesse, da una parte, rappresentano un nuovo business per la ‘ndrangheta calabrese, dall’altra, strategico rimane lo spaccio di stupefacenti che viene operato in tutta la regione, anche con il coinvolgimento di soggetti di nazionalità nord africana ed albanese. La Dia fa chiarezza anche sull’omicidio del boss della ‘Ndrangheta,Michele Brandimarte. “Il traffico di stupefacenti avrebbe determinato contatti tra i clan di Vittoria e il gruppo ‘ndranghetista dei Piromalli – Molè”.

La Dia ricorda che “il 14 dicembre del 2014 al Commissariato di Gioia Tauro si è costituito Domenico Italiano confessando di aver ucciso a Vittoria un pregiudicato, Michele Brandimarte, per reati inerenti allo spaccio di stupefacenti. Tra nuovi business e vecchi affari, la ‘ndrangheta calabrese continua la sua inarrestabile espansione