30
Giu

Curinga, il Monastero di S.Elia e il Platano di Vrisi (VIDEO)

Un successo in tutta Italia, visite in totale sicurezza e decine di migliaia di cittadini letteralmente rapiti dalla bellezza di un Paese che non finisce mai di stupire. Protagonista di queste scoperte o riscoperte, il FAI, il fondo per l’ambiente Italiano, che dal 1975 si dedica alla tutela ed alla valorizzazione di un’Italia, a volte minuta eppure sempre grandissima nel suo millenario fascino. Anche in Calabria i volontari del Fai in due giorni hanno accompagnato i visitatori alla scoperta di luoghi suggestivi, a volte poco conosciuti, sempre sorprendenti.

Nell’area centrale della Calabria, oltre all’abbazia benedettina di S. Eufemia a Lamezia Terme, una straordinaria cornice di sole ha portano centinaia di persone a Curinga, piccolo centro che riserva scrigni di storia ed ambiente, che coinvolgono, stupiscono ed affascinano. Intanto il Monastero di S.Elia, un complesso architettonico che comprende i resti del “Sancta Sanctorum”, con visibili i resti della navata e dell’antico cenobio. Il monastero, prima Basiliano, passò ai Carmelitani nel 1632. E poi uno stupefacente monumento della natura che da mille anni sorveglia e scruta l’intera area. E ‘ Il platano di Vrisi un albero alto 20 metri con tronco di 18 metri di circonferenza. Le radici, alcune delle quali visibili, si piantano nel terreno come le dita delle mani e i rami, spogli in inverno, sembrano delle lunghe braccia. La leggenda di questo platano orientale lo collega al monastero, ad una fascinazione di derivazione armena, ed ai monaci che dieci secoli fa lo piantarono.