08
Apr

“Cuore di Bue” e “Gigante”: le due tipologie del pomodoro di Belmonte

E’ un prodotto che lega il suo nome al territorio sul quale viene coltivato grazie a condizioni pedoclimatiche che gli conferiscono il carattere dell’unicità. Siamo lungo la costa tirrenica della Calabria ed il Comune è quello di Belmonte, e già dal nome vengono rivelate le caratteristiche di paesaggi. Anche se, è bene dirlo, pur essendo sicuramente “bello” il “monte” su cui sorge il centro abitato il nome più realisticamente deriverebbe da un’altra circostanza perchè la prima costruzione, il castello, fu eretta nel lontano 1270 per ordine del Maresciallo del Regno Dragone de Beaumont. Ed è dal suo cognome che deriverebbe il nome Belmonte.

Tornando però al tema, in questo luogo a 260 metri di altitudine, poco distante dalla ben più nota e turistica Amantea, nasce il Pomodoro di Belmonte, prodotto a Denominazione Comunale di Origine ed inserito nell’elenco del Ministero per le Politiche Agricole dei prodotti Prodotti Agroalimentari Tipici calabresi.
Due le sue tipologie il “Cuore di Bue” e il “Gigante”.
Il primo è di colore rosa tendente al rosso a maturazione completa. Il secondo, ha dimensioni ben maggiori del comune pomodoro, un esemplare può variare da un peso di 400 grammi a 1,5 Kg con una pianta che raggiunge anche i due metri di altezza.
Il frutto si presenta a maturazione di colore rosa tenue, con accenno di colorazione più marcata verso la parte inferiore, mentre le costolature rimangono quasi sempre verdi.
Il suo ciclo di produzione è piuttosto limitato: inizia verso i primi di giugno, ad una altitudine media di 50m slm, per terminare a settembre sulle colline circostanti, ad una altitudine massima di 600m.
Ideale per ogni piatto, a Belmonte il suo utilizzo è anche quello di una singolare bistecca cotta su una pietra di sale.