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Mag

Confiscati definitivamente i beni del “re dei videopoker”, Gioacchino Campolo

La Corte di Cassazione ha disposto la confisca definitiva dei beni di Gioacchino Campolo, soprannominato il “re dei videopoker”, stimati in oltre 330 milioni euro. Tra i beni che passano nelle mani dello stato, ci sono 260 immobili inclusa la sede del tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria e l’ex cinema Margherita su Corso Garibaldi; 15 fra auto e motocicli, tutti i conti correnti, portafogli titoli, depositi di risparmio, posizioni assicurative, il patrimonio aziendale e le quote sociali di tre aziende. L’indagine della Guardia di Finanza nei confronti di Campolo è durata svariati mesi, in cui sono stati incrociati dati, verificati conti, stimati i valori degli immobili siti a Reggio Calabria, Roma, Milano e Parigi e delle opere d’arte in possesso di Campolo. Gli inquirenti hanno messo in luce un ingente patrimonio che, secondo le indagini, è stato costruito illecitamente almeno dal 1982 con i soldi recuperati dall’uso illecito di apparecchi da gioco trasformati in vere e proprie slot machine e attraverso atti di estorsione e di concorrenza sleale perpetrati con la collaborazione di esponenti di spicco della criminalità organizzata, in particolare appartenenti al clan della ‘ndrangheta dei De Stefano.