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Feb

Commissione parlamentare antimafia, Bindi: “quadro molto critico della Calabria”

Audizioni a Catanzaro della Commissione parlamentare antimafia, guidata da Rosy Bindi. La Bindi, insieme ai prefetti del capoluogo di Regione, di Vibo Valentia, Crotone e Cosenza e con i magistrati della Dda di Catanzaro guidati dal procuratore Vincenzo Antonio Lombardo, si è soffermata sulla presenza delle cosche calabresi in Emilia Romagna e Lombardia: “la commissione di accesso è già un atto amministrativo di una certa gravità quindi prima di decidere di mandare la commissione si fanno ulteriori accertamenti e verifiche”. “Abbiamo rilevato un quadro molto critico della Calabria, in particolar modo sulla parte di territorio dove insiste la Dda di Catanzaro. “L’audizione ha confermato – ha continuato Bindi – che la ‘ndrangheta sta cambiando profondamente i propri connotati, non abbandona il controllo del territorio calabrese e si espande in ogni parte d’Italia e del mondo, condizionando l’economia e stabilendo relazioni con il potere a tutti i livelli. La nostra esperienza e’ stata dettata dall’inchiesta ‘Aemilia’ condotta congiuntamente dalle dda di Catanzaro, Bologna e Brescia. Ancora una volta emerge che senza le indagini nella terra d’origine, e’ difficile proseguire le stesse laddove la ‘ndrangheta fa affari”.

La ‘ndrangheta sta cambiando e la Bindi passa all’attacco: “Alcune amministrazioni comunali e provinciali sono all’attenzione delle Prefetture, probabile l’invio delle commissioni di accesso. Una dichiarazione che spiazza tutti ma è a conferenza stampa conclusa che scoppia un caso. Protagonista Mario Giarrusso, membro del Movimento 5 Stelle e componente della commissione Antimafia, che attacca la Bindi: “La Procura di Catanzaro ha evidenziato che il nuovo 416-ter (quello sul voto di scambio politico-mafioso,ndr) crea problemi nel contrasto al crimine organizzato e questo ha creato uno scontro in commissione che leggerete dai verbali”. “Questo Paese – prosegue Giarrusso – rischia perché la mafia più potente che c’è in questo momento in Italia, non è affrontata dallo Stato. Un attacco che non sembra aver scalfito la Bindi che ha chiuso con un laconico  commento: “L’onorevole Giarrusso è fortemente scorretto”.