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‘Ndrangheta, asse Colombia-Italia: droga tra verdura e pesci (VIDEO)

bUENA VENTURA

Un canale di approvvigionamento di cocaina tra la Calabria e la Colombia da fare arrivare in Italia nel porto di Gioia Tauro nascosta in container di frutta o di pesce surgelato. E’ quanto hanno portato alla luce gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria, del Servizio Centrale operativo della Polizia di Stato e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga con l’inchiesta Buena Ventura. (VIDEO)

L’indagine, durata due anni e condensata in un’informativa della Polizia di Stato di oltre 500 pagine dove sono state raccolte intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, ha ricostruito l’attivita’ del sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti. In particolare, il cartello calabrese riconducibile alle famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara, secondo gli investigatori, aveva assunto iniziative “concrete e avanzate” per pianificare e realizzare la compravendita di droga lungo l’asse Reggio Calabria-Bogota’. L’importazione sarebbe avvenuta attraverso apposite societa’ operanti soprattutto nell’importazione di prodotti ortofrutticoli o di pesce. A tale scopo, secondo l’accusa, alcuni trafficanti calabresi avevano allestito nella Locride un negozio per la rivendita di pesci surgelati provenienti dal Sudamerica. In alcuni casi la droga sarebbe stata inviata per via aerea. (VIDEO INTERCETTAZIONI)

 

*** AGGIORNAMENTO ***

Nel corso dell’indagine gli investigatori hanno sequestrato, in Italia e in Spagna, consistenti quantitativi di cocaina. I sequestri sono stati effettuati nel corso di specifiche operazioni antidroga condotte in provincia di Reggio Calabria e all’aeroporto Barajas di Madrid da parte delle rispettive forze di Polizia (Polizia di Stato Italiana e Cuerpo National de Polizia – Comisaria General de Policia Judicial – U.D.Y.C.O. Central). Complessivamente, le indagini hanno permesso di sventare l’importazione di oltre 35 chili di cocaina organizzata fra la Colombia e la Calabria. La droga, oltre che via mare, sarebbe giunta in Italia anche via aerea con corrieri adibiti al trasporto della cocaina in valigie fino ad uno scalo aereo del Centro-Nord Italia dove passavano grazie alla complicita’ di un finanziere e ad un vigilante, indagati.