13
Nov

Una Chiesa Cattolica A S.Giovanni Battista Negli Emirati Arabi





Sebbene l’occidente conservi ancora un’immagine del mondo arabo spesso soggetta a severo criticismo, gli Emirati Arabi, a dispetto di ogni pregiudizio e nomea poco generosa, puntano ad una politica di apertura e di rinnovamento culturale del tutto inequivocabile, come mai si era verificato prima nella millenaria storia dei Paesi di lingua araba.

L’Esempio Del Bahrein E La Risposta Degli Emirati

Chiesa a S.Giovanni Battista negli Emirati Arabi

Verosimilmente, il sentiero inaugurato dallo Stato del Bahrain (piccola monarchia del Golfo Persico) esattamente due mesi fa sembra ispirare già altre nazioni nell’area mediorientale. Andiamo ai fatti: appena il 10 dicembre scorso, il Bahrain ha intitolato a Nostra Signora d’Arabia la più grande chiesa cattolica, non solo del Paese ma di tutto il Medio Oriente; si tatta di una struttura che ospita 2.300 fedeli, dimensioni decisamente titaniche alle quali, tuttavia, gli arabi paiono bene avvezzi. La chiesa è completata da un grande parcheggio, oltre a vari edifici e cortili. Motivo di fierezza per noi italiani è il fatto che battistero, banchi ed altri elementi d’arredo interno sono stati realizzati in Italia.

Non passa neanche una settimana dall’inaugurazione della nuova chiesa in Bahrain che gli Emirati Arabi Uniti si fanno sentire annunciando la cerimonia della dedicazione di una nuova chiesa cattolica intitolata a S.Giovanni Battista. La risposta giunge puntuale e precisa come solo i popoli di cultura araba sanno fare; la nuova chiesa si trova nella città di Ruwais e sorge su un terreno donato dal principe alla corona Mohammed bin Zayed Al-Nahyan di Abu Dhabi. Alla cerimonia in grande stile era presente anche lo sceicco Hamdan bin Zayed Al-Nahyan.

La particolarità di questa chiesa, anch’essa concepita in grande considerata la capienza di ben 1.800 fedeli, è di essere l’unica struttura per il culto di fede cattolica nella regione di Al-Dhafra, al confine con il Qatar. Inoltre, la chiesa accoglierà principalmente le circa 600 famiglie cattoliche, immigrate dagli Stati limitrofi, che lavorano e vivono a Ruwais. Il mondo arabo appare, dunque, sempre più tollerante e disponibile al dialogo multiculturale. Un passo avanti, questo, che non mancherà di segnare la storia con profonde ricadute sociali.

L’Industria Dell’Intrattenimento Negli Emirati Arabi

Un tempo paesi proibitivi secondo la visione della vita all’occidentale, oggi gli Emirati Arabi si spogliano della vecchia veste di popolo ferocemente ligio alla legge islamica per indossare un nuovo abbigliamento, fatto di maggior tolleranza e rispetto della diversità culturale.

Casinò Atlantis a Dubai, Emirati Arabi Uniti

Non si tratta di linee politiche su documenti ufficiali destinati a rimanere sconosciuti alla massa del popolo. Al contrario, la politica degli Emirati scende in campo e lo fa in termini pratici e concreti. Anzitutto, alleggerendo il discorso per quello che concerne la vita dei giovani, l’industria dell’intrattenimento e della cultura in generale. Non che mancassero eventi culturali prima d’ora, ma senza dubbio la gioventù negli Emirati ha sempre avuto poca occasione di svago. Pensiamo per un attimo alla grande tradizione europea ed italiana dei casinò: c’è forse mai stato qualcosa di simile in Medio Oriente prima di qualche decennio fa?

Ma i tempi cambiano e con essi gli stili di vita e la direzione culturale. Oggi giocare ai Casinò Online negli Emirati Arabi non ha, infatti, nulla di diverso rispetto all’esperienza di gioco degli europei o, se preferite, degli americani. D’accordo, la legislatura araba non si è ancora pronunciata con chiarezza in materia di gioco d’azzardo che, per inciso, rappresenta un peccato tanto per i musulmani che per i cattolici. Ma, in un modo o nell’altro, sembra che le autorità arabe non abbiano troppo ribrezzo a considerare questa forma di intrattenimento come, appunto, un semplice e puro intrattenimento, e non necessariamente al pari di un comportamento peccaminoso.

Così, i grandi colossi dell’industria dell’intrattenimento globale cominciano a guardare oltre il Mediterraneo per scorgere qualche segnale d’incoraggiamento dalle terre arabe. Ed i segnali paiono profilarsi come terra in vista per i navigatori. Ad oggi, gli unici casinò fisici presenti nei Paesi arabi sono ufficialmente destinati ad un bacino d’utenza di turisti stranieri. Però, il fatto da evidenziare è che strutture come i casinò ci sono e non è cosa di poco conto, considerando la matrice islamica della cultura locale.

Vivere Il Multiculturalismo

Siamo senz’ombra di dubbio in presenza di un fenomeno socio-culturale fortemente innovativo, un punto di rottura con il passato che sembra lanciare i Paesi arabi, Emirati e Bahrain in testa, nell’orizzonte del multiculturalismo all’occidentale. Culture diverse, negli Emirati come in Italia, si incontrano, si incrociano e si fondono. La scuola è protagonista dell’inclusione di alunni cattolici immigrati da zone vicine, mentre la società comincia ad assorbire la presenza degli immigrati non arabi, spesso provenienti dal continente europeo, offrendo loro la possibilità di vivere senza dover per forza dimenticare le proprie radici.

Questi sono gli Emirati Arabi dei nostri giorni, oggi più che mai prossimi ai Paesi occidentali e pronti ad affiancarsi ad essi nella sfida al multiculturalismo.