04
Feb

A Cellara, la “grancascia” per San Sebastiano

Cellara è un piccolo centro, storicamente una “rocca” durante il periodo delle invasioni saracene poi un casale della vicina e nobile Cosenza.

E’ il classico paese calabrese, ricco di un percorso apparentemente “minuto” ma inserito nelle grandi pagine della storia e fortemente ancorato, ancora oggi, alla sua identità ed alle sue tradizioni.
Una di queste, bene demoetnoantropologico immateriale, è la processione dedicata a San Sebastiano celebrata ogni anno l’ultima domenica di Agosto.

Il corteo religioso è aperto da un uomo, il “Tummarinaro”, che suona un tamburo storico, “a grancascia”; dalla Chiesa escono gli stendardi, seguono i sacerdoti, le autorità politiche del paese e la vara della statua del Santo.

Il corteo alterna pause a movimenti, le soste avvengono in luoghi ritualizzati e sono caratterizzate da canti, preghiere, momenti di silenzio.
La processione termina presso il sagrato della Chiesa di San Pietro.
Il legame tra Cellara e San Sebastiano è fondato su un evento tragico e storico, l’epidemia di peste nel 1656; la tradizione vuole che a Cellara il morbo fu fermato e sconfitto grazie ad una orante processione che i cittadini scelsero di fare con la statua di San Sebastiano.

(Foto: pagina Facebook Comune di Cellara)